Il Governo: “Tenete i prezzi fermi“
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fonte:
- L`Unione Sarda
Il Governo: “Tenete i prezzi fermi“
I ministri Pierluigi Bersani e Paolo De Castro hanno chiesto alla grande distribuzione di mantenere i prezzi degli alimentari entro i livelli dell`inflazione, almeno fino al 31 dicembre. È il risultato dell`incontro, ieri, tra governo, consumatori e Gdo. “Abbiamo chiesto alla grande distribuzione“, dice Bersani, “di contribuire all`obiettivo di interesse generale di mantenere i prezzi in linea con l`attuale tasso di inflazione. Lo stesso impegno“, aggiunge il ministro, “lo chiederemo agli altri segmenti del commercio e della produzione agroalimentare“. Bersani dice anche che “la Guardia di Finanza vigilerà sugli aumenti speculativi dei prezzi“. MATERIE PRIME De Castro chiederà a Bruxelles un impegno concreto “per riportare a coltura quasi 3 milioni di ettari di seminativi messi a riposo per potenziare la produzione cerealicola e anche per aumentare le quote latte, in modo da contribuire a calmierare le tensioni del mercato“. I rappresentanti dei consumatori premono per riportare i listini ai livelli di giugno-luglio, con una riduzione del 5% dei prezzi. Più probabile sembra l`accordo per un blocco fino a fine anno. Un accordo di questo tipo è già stato siglato a Padova fra Adiconsum, Cisl e Auchan, che dovrebbe tenere congelati i prezzi di 50 prodotti “sensibili“. Fra questi pane e pasta. LO “SCIOPERO“ Le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori promuovono per oggi in tutta Italia lo sciopero della spesa e della pastasciutta. Tra gli altri, ha annunciato l`adesione il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Ci sarà anche una manifestazione nazionale, appuntamento alle 10.30 davanti a Montecitorio. A mezzogiorno, i presidenti delle quattro associazioni verranno ricevuti dal presidente dell`Antitrust Antonio Catricalà. Per aderire allo sciopero basterà non mangiare pasta e rinunciare ad almeno un acquisto durante tutta la giornata. PREZZO GIUSTO Aumenti compresi fra 12-14 centesimi per un prezzo finale che, a seconda della qualità oscillerà da 0,43 a 0,95 euro al pacco da mezzo chilo di pasta. È questo “il prezzo giusto“, secondo l`Unione industriale pastai italiani. Quanto allo sciopero, “sfido chiunque“, dice il vice presidente dell`Unipi Furio Bragagnolo, “a trovare un altro cibo con la stessa quantità di calorie, proteine, e qualità organolettiche a un prezzo così basso“.
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