Contro il carospesa un carrello carico di prodotti a prezzo bloccato
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fonte:
- Il Messaggero
Contro il carospesa un carrello carico di prodotti a prezzo bloccato. Non si tratta solo di mettere a tavola la zuppa di verdure invece dei rigatoni al sugo. Né di rinunciare simbolicamente a fare acquisti per un giorno. Lo sciopero della pastasciutta va oltre. Nella Tuscia i consumatori trovano il sostegno dei commercianti per dire stop ai rincari. I produttori chiedono la filiera corta, gli artigiani un freno ai balzelli, i sindacati l`intervento del fisco. Tarquinia l`etrusca fa da apripista: è l`unico comune che può vantare un consigliere delegato ai consumatori (Santino Pelucco) e la città dove risiede il testimonial suo malgrado della campagna nazionale contro il caro-assicurazioni (Massimo Bernardini). Oggi panzanella per tutti, mentre in piazza Matteotti l`Adoc dà vita a una maxi raccolta di firme. In prima linea una quindicina di esercizi commerciali pronti a battersi con iniziative di contenimento dei prezzi. A livello provinciale si sono attivate Confesercenti e Confartigianato. “Ma anche gli imprenditori del centro commerciale naturale di San Martino al Cimino, pronti ad aderire a un paniere di generi di prima necessità a prezzi bloccati“, fa sapere il segretario dell`Adoc, Mauro Belli, al fianco di associazioni di categoria e istituzioni per un monitoraggio costante del carovita. Subito qualcosa di concreto per non trovare brutte sorprese sotto l`albero di Natale. La “quadruplice“ Adoc-Adusbef-Codacons-Federconsumatori punta il dito contro gli aumenti indiscriminati dei generi alimentari essenziali: “Pane, pasta, olio, latte, che vengono giustificati con i maggiori costi delle materie prime, i quali si sono invece mantenuti costanti, se non addirittura diminuiti, come ad esempio il prezzo del grano“. La pentola non bolle nemmeno a casa della Cgil. Giovan Battista Martinelli aderisce alla protesta chiedendo l`intervento degli enti locali: “E` assolutamente prioritario evitare speculazioni, far sentire la pressione del controllo pubblico come deterrente, intervenire sulle strozzature della filiera, attivare accordi con la grande distribuzione, realizzare intese a livello locale“, dice il segretario della Cgil, sottolineando che non sono sufficienti rinnovi contrattuali e accordi federali per la difesa del potere d`acquisto di retribuzioni e pensioni se non si agisce sia sul valore redistributivo del fisco, sia sul controllo di prezzi e tariffe. Oggi, intanto, tutti a dieta.
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