12 Settembre 2007

LA GUERRA del pane è solo all`inizio

LA GUERRA del pane è solo all`inizio. Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra ed annunciano uno sciopero della pasta per protestare contro gli aumenti di pane e pasta, mentre i commercianti, confermano qualche rialzo ma tendono a ridimensionare il fenomeno. Alcune panetterie rodigine, infatti, hanno già operato qualche piccolo ritocco al rialzo sul prezzo dell`alimento più diffuso tra le tavole italiane, ma, a detta di Federconsumatori, Aduc e Codacons, le vera e propria stangata sembra inevitabile e si materializzerà a partire da Ottobre. “SI TRATTA di rincari al momento solo annunciati ? afferma Arnaldo Vallin di Federconsumatori ? i panettieri hanno messo le mani avanti annunciando dei rincari inevitabili. Purtroppo, però, a queste dichiarazioni fanno sempre seguito delle azioni reali. Domani saremo in piazza delle Erbe a Padova per la grande manifestazione contro rincari che non riguardano solo il pane ma tutta una serie di beni di prima necessità“. AUMENTI spropositati sembrano però esclusi da Bruno Rondina, titolare di panificio a Pontecchio e presidente provinciale della Federazione italiana panettieri, il sindacato italiano di categoria: “Le associazioni tendono sempre a lanciare questi allarmi che in realtà distolgono dal vero problema. Qualche rincaro ci sarà, ma non più del 7% sul prezzo attuale. E` necessario sottolineare che il prezzo, dal 2001 al 2007, non ha praticamente subito aumenti, neanche in relazione all`inflazione. Si è passati infatti dai 3,05 euro al kg del 2001 ai 3,30 del 2007. Un prezzo così basso si è reso necessario per cercare di mantenere i propri clienti di fronte a fenomeni al modificarsi degli stili di vita. La gente non consuma più molto pane, soffriamo la concorrenza di prodotti importati che non garantiscono nessuna qualità, si preferisce spendere per telefonini e computer piuttosto che per del buon cibo. Ma la legge della domanda e dell`offerta di mercato non perdona. I panettieri non possono più permettersi di mantenere il prezzo del pane così basso. Per capirci, costa meno il pane che gli alimenti per cani e gatti. Ora tutti i costi fissi sono aumentati, non solo la farina, che incide solo per il 10% sul prezzo finale. Qualche ritocco è inevitabile ma il prezzo al kg non supererà, mediamente i 3 euro e mezzo“. Giancarlo Rubiero, altro famoso panettiere di Rovigo afferma: “Per ora il prezzo è fermo ma è aumentato tutto qualche ritocco potrebbe essere necessario“. SULLA STESSA lunghezza d`onda Luca Lodato, titolare di un panificio in Corso del Popolo a Rovigo: “I rincari ci sono e ci saranno ma sono inevitabili ? osserva ?. L`unica causa non è l`aumento della farina, questo è solo stato il motore che ha acceso la questione. A Rovigo il pane è sempre stato venduto praticamente al costo di produzione. Ora non è più possibile mantenere questi prezzi se vogliamo tenere in piedi le nostre attività e magari fare qualche investimento. Non parliamo poi dell`aumento della pressione fiscale, altro fattore che rende inevitabile qualche ritocco. Il prezzo del pane potrebbe salire e superare i 4 euro al chilo, ma non per colpa nostra. I miei clienti, comunque, capiscono la situazione e ritengono questi rincari legittimi“. NON È D`ACCORDO Mariachiara Crivellari, presidente provinciale della Codacons: “Gli aumenti annunciati superano gli aumenti dei costi. I commercianti, a nostro giudizio, intendono guadagnarci una bella cresta“.

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