12 Settembre 2007

“I costi della farina non giustificano aumenti spropositati“

LE ACCUSE DEI CONSUMATORI “I costi della farina non giustificano aumenti spropositati“

LE ASSOCIAZIONI dei consumatori sembrano avere le idee chiare sulle responsabilità dei rincari di pane pasta, al momento minimi ma che dovrebbero colpire più pesantemente le tasche dei polesani a partire da Ottobre. “I problemi legati agli aumenti sono due: l`aumento della farina e i rincari spropositati operati dai panettieri – afferma Mariachiara Crivellari, presidente del Codacons provinciale – Per quanto riguarda la farina, la questione è legata a doppio filo con lo sviluppo dei biocarburanti. L`Italia è un paese che dipende dall`importazione della farina dall`estero. Il mercato mondiale di questa materia prima necessaria per la pasta e il pane, però, sta subendo dei grossi cambiamenti a causa dello sviluppo della bioenergia. Un grand produttore come il Canada, per alimentare le bionenergie, ha sospeso le sue importazioni in Italia fino a novembre e così il prezzo della farina è destinato a salire. Per quanto riguarda invece i panettieri – continua Crivellari – è vero che ci sono stati aumenti anche per il carburante necessario a far funzionare i forni, ma rincari del 35% sul prezzo alla vendita è eccessivo e significa che qualcuno intende farci una bella cresta. Occorre tener presente, inoltre, che essendo Rovigo considerata zona depressa, i panettieri hanno sempre goduto di ampie agevolazioni fiscali“. ANCHE L`ADUC punta il dito sui commercianti, dal grossista al dettagliante. Secondo questa associazione dei consumatori, infatti, è vero che il prezzo del grano tenero, quello del pane, negli ultimi anni è aumentato ma rimane sempre inferiore al prezzo dello stesso nel 1985. Secondo i dati Aduc, elaborati su fonte Coldiretti, il grano tenero nel 1985 costava 0,23 euro al kg mentre oggi si ferma al 0,22 kg. Non sarebbe quindi l`aumento del prezzo della materia prima la causa degli aumenti del pane ma, secondo Primo Mastrantoni, segretario Aduc: “Nel 2002 i commercianti davano la colpa all`euro ma non era vero. Oggi ci vengono a dire che sono aumentati i costi della produzione. Hanno una bella faccia tosta“.

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