12 Settembre 2007

Ma possiamo vivere solo di offerte speciali?

Ma possiamo vivere solo di offerte speciali?
RISPONDE ANTONIO LUBRANO

Caro Lubrano, mettere il piatto a tavola ogni giorno è già una fatica. Adesso ci mancavano anche gli aumenti. E la cosa che più mi fa impressione è che puntualmente a ogni settembre ci sparano addosso. E siamo sempre noi, le famiglie a basso reddito, ad essere colpiti. Non le dico quanto prendiamo di pensione, lo immagini. Le basti sapere che per far quadrare i conti io e mia moglie ci nutriamo di pasta, di latte e di uova, tre cibi che finora costavano poco. Abbiamo una certa età e la sera spesso ceniamo soltanto con una tazza di latte , un poco di pane e una frutta. E invece proprio il latte è rincarato, come gli spaghetti e le uova. Un pacchetto da mezzo chilo di penne rigate è arrivato a 90 centesimi di euro mentre prima si comprava con 70. Il litro di latte è salito a un euro e 19 cm, ieri bastava un euro. E il pane, benedetto Iddio, anche il pane sta arrivando alle stelle! Vuol dire che mangeremo quando il supermercato farà delle promozioni alimentari. Noi abbiamo accolto sempre con interesse il prendi due e paghi tre e tutte le altre offerte speciali. La convenienza in questi casi si accorda con la necessità. Ma mi domando: possiamo campare di offerte speciali? E poi le faranno ancora le promozioni o anche quelle saranno adeguate agli aumenti dei prezzi? G. Rucchizzo, Nola Vero: settembre è diventato un incubo per milioni di persone. “È da cinque anni – sostengono le associazioni di consumatori – che le famiglie al rientro dalle vacanze vedono alleggerirsi il portafogli a causa degli aumenti“. E proprio una simile constatazione, dopo aver ribadito che non tutti i rincari appaiono giustificati, come confermava del resto sabato 1 settembre l`Unione europea, ha provocato un moto di ribellione generale che dovrebbe concretizzarsi domani, giovedì 13 settembre, nel cosiddetto “sciopero della spesa“, promosso dall`Adusbef, dalla Federconsumatori, dal Codacons e dall`Adoc, quattro fra le maggiori associazioni che ci rappresentano( se ne contano 14 o 15 in Italia). L`idea portante è che per un giorno dovremmo rifiutarci, noi consumatori, di acquistare un certo prodotto di prima necessità, che sia la pasta o il latte, il pane o il riso, la carne, il pesce o le uova. Quale che sia l`esito di un tale sciopero, l`iniziativa vuole avere un preciso valore simbolico: attenzione, la gente non tollera più questo carovita a rate settembrine! Stando ai calcoli delle quattro sigle, il peso dell`ultima raffica è pari a 414 euro per ogni famiglia, e solo per l`alimentazione. Una cifra che va ad aggiungersi a quella derivante dalle conseguenze della raffica precedente: già nell`arco di questo 2007, infatti, fra ritocchi alle tariffe dei treni, arrotondamenti delle assicurazioni, costi crescenti dei servizi bancari e libri scolastici, avremmo pagato mediamente mille euro in più. Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef, prevede però che la situazione peggiorerà nel pieno della stagione autunnale. “Siamo fortemente preoccupati“, mi ha detto Rolando Manfredini, che è uno dei dirigenti della più grossa associazione italiana di coltivatori. “È in atto una pesante manovra speculativa“. La Coldiretti stessa, del resto, già in un comunicato a Ferragosto riteneva che “l`andamento dei prezzi agricoli non giustifica i pesanti rincari annunciati per pasta, pane e dolci“. La sola ipotesi, faceva notare, rischia “di avere effetti negativi sui consumi domestici che sono già calati dell`8,8% per il pane e del 5,4% per la pasta nel primo trimestre 07 rispetto all`anno scorso“. Una riduzione inevitabile, purtroppo. Dunque, se la tesi della Coldiretti è attendibile, ci troviamo di fronte a un attacco di speculatori senza scrupoli. Dobbiamo solo sperare che il governo (il quale alla fine di agosto sosteneva che non c`è emergenza prezzi e che gli allarmismi sono eccessivi…) vada fino in fondo con i controlli rigorosi che ha promesso, proprio allo scopo di evitare abusi. Naturalmente, sig. Rucchizzo, la sua ironia – amarissima – è più che giustificata. Ma stia tranquillo, le offerte speciali non spariranno. Forse, come lei ha intuito, si adegueranno.

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