Le associazioni “Ecco come contrastiamo la speculazione“
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fonte:
- L`Unione Sarda
La rinuncia non è da poco, ma in questo caso il fine giustifica i mezzi: dare vita a una protesta simbolica contro il rincaro dei prezzi, che non ha risparmiato neppure i beni di prima necessità. Lo sciopero della pastasciutta, ideato da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, si estende anche alle tavole dei sardi, chiamati ad aderire all`iniziativa con la rinuncia all`acquisto della pasta e di tutti i suoi ingredienti. Chi non può fare a meno degli spaghetti è comunque invitato a fare un sacrificio. “Verranno consegnati volantini ai clienti dei grandi centri di distribuzione. Dobbiamo sostenere il movimento organizzato a livello nazionale“, anticipa Giuseppe Lendini, presidente regionale Federconsumatori. Se i dati Istat registrano aumenti su base annua del 4 per cento sul prezzo del pane, la reazione dei consumatori dovrebbe essere quella di “protestare contro quella che è una vera e propria speculazione sui cosiddetti prodotti bandiera, i cui prezzi lievitano spesso in maniera ingiustificata“. No a spaghetti e fusilli per un giorno per provare almeno a contrastare “una situazione di indebitamento pauroso, che ha ormai raggiunto un livello di disagio generalizzato. Stiamo assistendo a una caduta verticale del potere d`acquisto“. Anche Cia e Coldiretti hanno approvato la protesta delle associazioni dei consumatori, alla luce del fatto che il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori è rimasto lo stesso degli anni 80. I conti, secondo le associazioni degli agricoltori, non tornano. Le sigle promotrici dell`iniziativa, che chiedono un ribasso del 5 per cento di tutti i prezzi, hanno inoltre fornito un quadro riassuntivo dei rincari: se lo scorso anno un chilogrammo di farina costava 0,80 euro oggi invece costa 0,89; se gli spaghetti avevano il prezzo assoluto al chilo di 90 centesimi quest`anno sono passati a 1,14 euro. “Dobbiamo dare un segnale al governo nazionale perché si impegni a eliminare le storture che comportano i rincari“, è una delle strade da percorrere secondo Andrea Pusceddu, responsabile della Federconsumatori di Cagliari.
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