Prezzi, per i consumatori è allarme-famiglie
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fonte:
- L`Unione Sarda
Carovita.. Le associazioni chiamano in causa il governo e annunciano lo sciopero della pastasciutta –> Le famiglie non ce la fanno più. Dopo gli aumenti “ingiustificati“ dei prezzi in molti settori, a migliaia ora “rischiano la bancarotta“. E non possono sopportare altri rincari. A lanciare l`allarme sono le associazioni dei consumatori, Adoc, Adiconsum, Codacons e Federconsumatori che, per giovedì, proclamano lo sciopero della spesa e della pastasciutta, un`iniziativa simbolica: i cittadini – spiega Elio Lanutti dell`Adusbef – saranno invitati ad astenersi da almeno un acquisto e a rinunciare per un giorno alla pastasciutta (scelta come simbolo dei rincari), che verrà distribuita gratis, insieme a pane e latte, nei presidi allestiti nelle principali piazze italiane. Telefono blu, invece, invita a non consumare caffè e capuccino, anche a Cagliari, “una città tra le più sensibili al problema dei prezzi“, dice il presidente dell`associazione Pierre Orsoni. LE RICHIESTE “Il governo intervenga, ha tutti gli strumenti per tagliare gli aumenti ingiustificati“, dice Rosario Trefiletti di Federconsumatori. Il Codacons, con Carlo Rienzi, propone una task force per i prezzi, come è stato fatto per i bagagli. Carlo Pileri dell`Adoc chiede un blocco immediato di prezzi e tariffe, per poi arrivare all`obiettivo del taglio del 5%, che porterebbe le famiglie a risparmiare 1.000-1.200 euro l`anno. IL SIT-IN A Roma, giovedì, l`appuntamento sarà alle 10.30 in piazza Montecitorio. Una delegazione raggiungerà l`Antitrust per avere uno scambio di vedute con il presidente Catricalà. Lo sciopero della spesa, che è il quinto promosso dalle associazioni dei consumatori (due nel 2002 contro il caro-euro, gli altri nel 2003 e nel 2004), vedrà questa volta anche la partecipazione della Coldiretti: consumatori e produttori insieme per eliminare “la forbice assurda e criminale“, come la definisce Rienzi. Le associazioni dei consumatori, che hanno accolto con favore il tavolo tra governo e operatori della filiera alimentare in programma domani, denunciano da tempo i rincari in molti settori che, secondo i loro calcoli, porteranno a fine anno ad un aumento di 1.098 euro della spesa media della famiglia. MATERIE PRIME Le associazioni definiscono “ingiustificati“ gli aumenti, dal momento che il costo della materia prima incide solo sul 10-15% del prezzo finale. Un esempio per tutti, l`aumento del prezzo di pane e pasta, che è cresciuto indipendentemente dall`aumento del prezzo del grano, lo stesso del 1985, mentre da allora – ha precisato Coldiretti – il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato del 750%.
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