11 Settembre 2007

Sciopero della pasta contro il caro prezzi

Sciopero della pasta contro il caro prezzi
Giovedì la giornata di protesta dei consumatori.
Un salasso di mille euro entro la fine dell`anno

Giovedì 13 sarà “sciopero della spesa“. I prezzi sono in ascesa libera, gli italiani rischiano un autunno nero ed ora tocca al governo intervenire per riportare la situazione a livelli accettabili. Le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, affiancate per la prima volta dai produttori della Coldiretti, chiedono un ribasso immediato del 5% di prezzi e tariffe con l`accordo di tutte le parti interessate (così si arriverebbe ad un risparmio per le famiglie di 1000-1200 euro l`anno) e, ai cittadini, “di astenersi per un giorno da almeno un acquisto e rinunciare alla pastasciutta, scelta a simbolo dei rincari speculativi ed ingiustificati“. Come spiega il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti: “Non consumiamo pasta per un giorno, per poterne consumare di più nei giorni successivi“. Nelle piazze italiane, comunque, verranno distribuiti pasta, pane e latte, tra i prodotti che hanno subìto i maggiori rincari. Ma quanto costerà l`autunno nero? Le associazioni parlano di circa 1000 euro in più entro l`anno, senza contare le grandi città, Milano e Roma in primis, dove gli incrementi dei prezzi dei taxi, dei biglietti autobus e metro e quelli dei treni, oltre a piccoli rialzi (come il ticket d`ingresso) renderanno il conto ancora più “salato“ per i cittadini: fino a 2mila euro in più. Per i consumatori gli aumenti si aggirano fino al 27%, con un`incidenza che passa “dal 10 al 30%“ per farina (+11% tra 2006 e 2007), pane (+17%), penne (+22%), spaghetti (+27%), pane in cassetta (+17%), penne (+22%), spaghetti (+27%), latte (+7%). “Il problema – spiegano i consumatori – non si ferma ai prodotti alimentari, ma si allarga alla questione delle assicurazioni, delle banche, al rischio mutui“. Per questo viene anche sollecitata la trasformazione in decreto legge del provvedimento Bersani che giace in Senato, dove si affrontano tra l`altro questioni condivise in tema di accise e carburanti e di maggiore competitività del settore“. L`iniziativa deve servire anche “a focalizzare l`attenzione sul lavoro degli agricoltori e del made in Italy, visto che “dai campi alla tavola ci sono ricarichi anche superiori al 900%“. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, invita ad “eliminare la forbice assurda e criminale dell`intermediazione, una ruberia contro cittadini e agricoltori“, e porta l`esempio dei pomodori, venduti dall`agricoltore 5 centesimi al chilo, mentre al cittadino costano fino a 3 euro. “L`aumento del prezzo di pane e pasta è indipendente da quello del grano, che è lo stesso del 1985, mentre da allora il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato del 750% – sostiene Stefano Masini di Coldiretti – È un problema strutturale e bisogna prendere dei provvedimenti“, tra cui la promozione della vendita diretta e la riattivazione del numero verde per conoscere il prezzo degli alimentari. Per le associazioni, il governo deve farsi carico di questi problemi, anche istituendo una task-force, come è stato fatto per i bagagli. Mercoledì, comunque, a Palazzo Chigi si aprirà il tavolo di confronto con gli operatori della filiera alimentare, tra cui i rappresentanti dei consumatori. Il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, ricorda: “Il governo diceva che eravamo allarmisti, mentre è aumentato tutto, dalle bollette ai servizi bancari, con un +404% sulle polizze dei motorini“. A questo si aggiunge anche il problema mutui (il 91% dei 3,5 milioni di mutui è a tasso variabile), per ovviare al quale viene suggerito al governo di imporre alle banche di usare il fondo di sussidiarietà.

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