11 Settembre 2007

Finanziaria, pronti i tagli Ma c`è chi vuole più soldi

VERSO LA FINANZIARIA. Entrate: torna l`idea di introdurre un ticket sanitario.
Sul fronte dei trasporti spunta l`ipotesi della rottamazione per i veicoli più inquinanti
Finanziaria, pronti i tagli
Ma c`è chi vuole più soldi

Parte in salita la maratona di Tommaso Padoa Schioppa verso il varo della Finanziaria. Ieri sono arrivate, come richiesto le prime risposte alla sollecitazione del ministero dell`Economia di indicare, in vista della realizzazione della manovra di bilancio, i possibili tagli alle spese il cui ricavato sarà possibile utilizzare per realizzare nello stesso settore investimenti o nuove spese. Sui 16 ministeri di spesa del governo, oltre metà ha presentato proposte di modifica “a invarianza di spesa“: Trasporti, Commercio estero, Comunicazioni, Difesa, Politiche agricole, Sviluppo, Lavoro, Salute, Esteri e Ambiente. Restano invece tensioni su Giustizia, Interni e Istruzione. Il ministro Amato chiede almeno 500 milioni in più per polizia, carriere, spese correnti; Mastella “diverse centinaia di milioni“ per migliorare i processi, edilizia penitenziaria, nuovo casellario e banche dati. Ferrero, ministro alla Solidarietà, propone di istituire tre fondi: per mutui acquisti prima casa, per le povertà estreme e per la diffusione e la cultura della Responsabilità sociale delle imprese. Sul fronte-lavoro Damiano attende il finanziamento del protocollo sul welfare che tra aumento delle pensioni minime, ammortizzatori sociali e prima tranche dell`abolizione dello scalone vale però circa 2,5 miliardi. Il premier Prodi e Padoa Schioppa potrebbero vedersi già nelle prossime ore, mentre il dossier-manovra nei suo vari aspetti sarà al centro del Consiglio dei ministri di giovedì dove si farà il punto sulle disponibilità acquisite grazie ai possibili tagli dei ministeri. Sull`argomento ha fatto sentire la sua voce anche il presidente della Repubblica Napolitano che, dopo aver esplicitamente chiesto a Prodi e Padoa Schioppa di evitare la gran confusione che l`anno scorso ha caratterizzato la sessione parlamentare di bilancio, ieri ha lanciato un avvertimento: “Sappiamo che la questione più complicata è quella di selezionare le voci della spesa pubblica, ma è necessario rompere sedimentazioni antiche che hanno ridotto alcune voci ai margini e che invece devono assolutamente essere riportate a livelli accettabili“. Intanto sono sono tornate a circolare ipotesi anche per nuove entrate. Sul fronte sanitario il ministro Turco ha riportato all`attenzione l`ipotesi di ripristinare i ticket farmaceutici: “Avevamo previsto ticket sulla diagnostica che si sono rivelati iniqui e li abbiamo tolti. Ora riaffronteremo la materia per rendere la compartecipazione ai costi la più equa possibile“. Sul fronte fiscale invece continua il pressing della sinistra radicale per arrivare a una tassazione delle rendite finanziarie. Il ministro dei Trasporti Bianchi punta sulla rottamazione delle auto e dei mezzi inquinanti e su incentivi per l`utilizzo di carburanti puliti. Non ha pronunciato la parola “rimpasto“, ma l`ipotesi del leader della Quercia, Piero Fassino, di un “riassestamento della squadra di governo“ non è stata presa bene da Palazzo Chigi. Il segretario Ds ha infatti avanzato la proposta alla festa dell`Unità di Venezia. “Una qualche forma di riorganizzazione, di riassestamento della squadra di governo, sarebbe utile per un rilancio della sua azione“, ha osservato, salvo poi aggiungere che non sarebbe un`operazione semplice in una coalizione formata da 14 partiti in Parlamento e 11 nell`Esecutivo. Ma tali valutazioni, hanno risposto fonti di Palazzo Chigi, non sono al momento all`ordine del giorno: “Ora“, hanno sottolineato, “il focus è sulla Finanziaria. Dopo la fine del lavoro sulla manovra economica, che termina con l`approvazione dal parte del Parlamento, tutti i temi oggetto di confronto sono aperti“. Ma in ogni caso, si puntualizza, “l`azione di governo non è da rilanciare ma da continuare“. E se da Palazzo Chigi è freddezza, un invito alla tripla prudenza p arrivato dalla Margherita. L`uscita di Fassino non è andata giù alla sinistra radicale, che ha già il dente avvelenato dopo le ipotesi di “alleanze di nuovo conio“ e davanti alla prospettiva di un Pd dominante. Le famiglie non ce la fanno più. Dopo gli aumenti “ingiustificati“ dei prezzi in molti settori, dagli alimentari alle assicurazioni, dalle bollette alle banche, a migliaia ora “rischiano la bancarotta“. E non possono sopportare altri rincari: “Il governo deve intervenire“. Questo l`allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori, Adoc, Adiconsum, Codacons e Federconsumatori, che porteranno la loro protesta in piazza giovedì con lo sciopero della spesa e della pastasciutta, per chiedere al governo di tagliare prezzi e tariffe. “Il governo deve intervenire perché ha tutti gli strumenti per tagliare gli aumenti ingiustificati“, ha detto il presidente di Federconsumatori, “Chiediamo che il governo proclami l`emergenza prezzi“, ha aggiunto il Codacons, proponendo una task force ad hoc. La richiesta delle associazioni quella di un blocco immediato di prezzi e tariffe, per poi arrivare a un taglio del 5%, attraverso un accordo con le parti interessate. lia. Tra gli aumenti definiti “ingiustificati“, quello del prezzo di pane e pasta, che è cresciuto indipendentemente dall`aumento del prezzo del grano, lo stesso del 1985, mentre da allora, ha precisato Coldiretti, il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato del 750%.

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