Nel mirino dell`associazione anche “il fallimento totale delle liberalizzazioni“
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fonte:
- Il Messaggero
Tornando all`iniziativa che ha coinvolto i prefetti umbri, stando a quanto riferito dalle associazioni, Enrico Laudanna e Sabatino Marchione “hanno convenuto sulla delicatezza della questione e si sono fatti parte dirigente in questa direzione. A livello nazionale i pronunciamenti del governo possono avere grande efficacia se realizzati in breve tempo ma è importante che si intervenga anche a livello locale“. Alle parti chiamate in causa, i Consumatori sottoporranno una serie di proposte che oltre a libri e scuole coinvolgono anche negozianti e aziende erogatrici di servizi di pubblica utilità. A rischio, come noto, i prezzi di pasta e latte i cui listini potrebbero innescare una sorta di reazione a catena. Da qui la richiesta di coinvolgere la grande distribuzione organizzata per concordare un pacchetto di prodotti sensibili ad aumenti sui quali congelare il prezzo per sei mesi. “Coop centro Italia ha già deciso per i propri prodotti a marchio – spiegano le associazioni – ma l`invito va esteso anche alle altre associazioni del commercio. Vanno inoltre previsti controlli da parte della polizia annonaria nei casi in cui sono segnalati comportamenti speculativi per mettere a confronto prezzi esposti e costo di acquisto fatturato (iniziativa già messa in atto in passato dal Ministero dell`Agricoltura)“. A Regione e comuni viene rilanciata inoltre la necessità di attivare tutti gli strumenti necessari per il monitoraggio dei prezzi a livello locale. “Non è concepibile che aumenti alla base dei generi alimentari – osserva Garofalo – possano determinare aumenti di pari percentuale al consumatore finale, come annunciato nel caso della farina“. Sul versante tariffe, Acu, Adiconsum, Adoc, CittadinanzAttiva, Confconsumatori, Lega e Movimento consumatori, chiedono che le imprese erogatrici di servizi di pubblica utilità ad evitare aumenti tariffari che possano provocare un effetto trascinamento sul territorio, “limitando eventuali variazioni entro l`inflazione annua“. Un altro fronte del salasso cui sono costrette le famiglie è quello dei carburanti, con le sette associazioni che chiedono alle compagnie petrolifere che le variazioni del prezzo alla pompa della benzina avvengano con una frequenza non inferiore a 2-3 mesi. “Solo così i consumatori avrebbero la possibilità di cogliere i vantaggi delle differenze di prezzo le cui variazioni altrimenti sfuggono a qualsiasi possibilità di controllo“. Altri versanti di intervento, l`edilizia abitativa pubblica con procedure separando assegnazioni legate al reddito familiare da quelle realizzate come servizio assistenziale. Ma si chiede una mano anche al sistema bancario, con la possibilità di allungare i mutui a tasso variabile per rispondere alla crescente difficoltà delle famiglie sull`aumento delle rate. Intanto, mentre a livello locale, Codacons, Federconsumatori e Adusbef stanno preparando lo sciopero della pasta, TelefonoBlu, sempre per giovedì 13, ha annunciato quello della tazzina del caffè. “Niente espresso e cappuccino al bar per un giorno – spiega il presidente Pierre Orsoni – come prima iniziativa di una serie di proteste da bollino “nero“ (tasse locali e nazionali, multe), “rosso“ (rincari di caffè, pasta, latte e ortofrutta) e giallo (aumenti di luce, gas, rifiuti e acqua)“. Nel mirino dell`associazione anche “il fallimento totale delle liberalizzazioni“ con il mercato dei carburanti come esempio principe.
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