1.098 euro in più all`anno, di soli rincari
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Adesso la stangata a carico dei consumatori italiani è anche una cifra, pesante, per molti difficilmente sostenibile: 1.098 euro in più all`anno, di soli rincari. Se una famiglia media ha speso nel 2006 28.722 euro complessivi per tutte le voci di consumo (banche, elettricità, abbigliamento, gas, luce, telefono, prodotti alimentari, viaggi, polizze Rc Auto, tasporti e via di seguito) a dicembre del 2007 avrà speso 29.820 euro. In vecchie lire quasi 2 milioni e duecentomila lire in più. Lo denunciano le quattro associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, sulla base di una rilevazione allargata che per il momento non ha ricevuto smentite. Bocciato dalle stesse associazioni il decreto Bersani. Denunciata la mancanza di concorrenza, ad eccezione soltanto delle riduzioni per le tariffe telefoniche e della sanità, comunque pressoché impercettibili, le associazioni lanciano l`allarme rincari e giustificano così lo sciopero nazionale della spesa di giovedì prossimo, in particolare della pastasciutta, con il quale sperano di indurre il governo ad intervenire, tagliando i prezzi del 5% su ciascuna voce. La pasta come prodotto base della gastronomia italiana, i cui rincari sono denunciati per la prima volta anche dalla Coldiretti, che rende noto come il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori “è oggi lo stesso del 1985 mentre da allora il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato di ben il 750%“. Lo spiega Stefano Masini, responsabile Ambiente e consumi della Coldiretti: “Nel 1985 il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 22 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo ma che raggiunge i 5 euro e oltre per quelli più elaborati. Il divario tra il prezzo del pane e quello del grano è quindi passato dai 29 centesimi del 1985 agli almeno 2,48 euro attuali con un incremento del 750%“. Una situazione allarmante – secondo la Coldiretti – se si tiene conto che “i consumi domestici sono già calati del 6,1% per il pane e del 5,6% per la pasta di semola nei primi cinque mesi di quest`anno“. Ma non sarà soltanto la dieta alimentare a costringere molte famiglie all`austerity, perché la scure dei rincari entro l`anno colpirà in tutte le direzioni: servizi idrici +14,7%; elettricità +7,1%; gas +4,8%; trasporti +3,3% (raddoppiano anche i costi per la revisione dell`auto che coinvolge 12 milioni di autoveicoli ogni anno); spese per la casa +2,6%; alberghi, ristoranti e pubblici esercizi +4,4%; bevande e tabacchi +2,5%; servizi per la casa +3,2%; abbigliamento e calzature +3,9%. Solo per settembre la stangata a carico di ogni famiglia è valutata dalle associazioni in oltre 600 euro a famiglia. “Il governo si faccia carico di questi problemi“, ha detto il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti. “Chiediamo che proclami l`emergenza prezzi“, hanno aggiunto i presidenti di Adoc e Federconsumatori, rispettivamente Carlo Pileri e Rosario Trafiletti. Carlo Rienzi, alla guida del Codacons, chiede una task-force ad hoc, come è stato fatto per i bagagli, e di aprire i mercati rionali la domenica. La giornata di protesta, che vedrà per la prima volta Coldiretti al fianco dei consumatori, propone di rinunciare per un giorno alla spesa (nello specifico all`acquisto della pastasciutta, scelta come simbolo). Si aprirà alle 10.30 a Montecitorio a Roma, in concomitanza con le altre piazze italiane: ai cittadini verranno distribuiti pasta, pane e latte. L`obiettivo dell`iniziativa (“non consumiamo pasta per un giorno, per poterne consumare di più nei giorni successivi“, ha sintetizzato il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti) sarà illustrato domani dalle quattro associazioni al ministro delle Politiche Agricole De Castro.
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