Scatta lo sciopero della pastasciutta
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fonte:
- Corriere Adriatico
I calcoli delle associazioni ascolane prevedono un aggravio di spesa di oltre 700 euro a famiglia nel corso di quest`anno
La raffica dei rincari dà il via alla protesta dei consumatori organizzata per giovedì
ASCOLI Settecentododici euro da aggiungere alla voce “spese“ dei bilanci delle famiglie ascolane. A tanto ammonta, secondo le stime delle associazioni dei consumatori, l`aumento del costo della vita (che sotto le Cento Torri non si discosta molto dal resto d`Italia), in questo 2007 segnato da una raffica di rincari, alcuni dei quali inerenti anche generi di prima necessità come pane, latte, luce, gas, benzina, libri, caffè. Una situazione che rischia di ripercuotersi assai negativamente su tutto il territorio e sui cittadini, già alle prese con magri bilanci e con l`incubo della quarta ( quando non della terza) settimana del mese, quando i soldi degli stipendi sono già finiti. Perché aumenta tutto, ma i salari dei lavoratori dipendenti sono sempre al palo, e quando aumentano spesso rimangono sotto il livello dell`inflazione. Per ribadire tutta la propria contrarietà e per cercare di smuovere le acque anche con il governo, le associazioni dei consumatori sono scese in campo con una serie di iniziative, tra cui anche uno sciopero (simbolico) della spesa e, soprattutto, della pastasciutta, proclamato per giovedì prossimo 13 settembre. Aduc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, nel puntare l`indice contro le manovre speculative sui prezzi al consumo e sulle tariffe, a livello locale si stanno organizzando per far sì che lo sciopero del 13 riesca e che i cittadini siano messi nelle condizioni di sapere cosa sta accadendo e cosa li attende da qui ai prossimi mesi, con l`autunno che si prospetta proprio nero. “La stangata degli aumenti – afferma in proposito Antonio Ficcadenti, responsabile provinciale della Federconsumatori – è generalizzata: dai prodotti aumentati già ad inizio anno e reiterati in questi giorni, afferenti soprattutto ai generi alimentari di prima necessità (pane, pasta, latte, verdure, caffè), si sommano quelli inerenti i trasporti: biglietti dei treni (si pensi a quanto potrà incidere nelle famiglie di pendolari o in presenza di figli studenti), benzina, bollo auto, tariffe bus, revisione auto e moto (che da 45 passa a 65 euro); oppure si prenda ad esempio la scuola: al costo già proibitivo dei libri, bisogna aggiungere un ulteriore 5% di aumento, così come un buon 12% è stato stimato l`aumento del corredo scolastico. Passando alle assicurazioni di auto e moto, bisogna invece mettere in conto un rincaro medio del 4,1% con punte del 10%“. A rincarare la dose anche ulteriori balzelli scattati in questi giorni di imminente riapertura dell`anno scolastico: le tasse universitarie aumenteranno di circa il 60% di media. Ciliegina sulla torta, per quanti hanno avuto bisogno di contrarre mutui bancari a tasso variabile, il rischio di subire ulteriori stangate è alto e quantificabile in un range da 168 a 350 euro. “Sui mutui variabili il parere sempre della Federconsumatori ascolana -, gli ascolani scontano aumenti considerevoli, quantificabili, negli ultimi due anni, intorno ai 150-200 euro mensili: un vero scandalo, perché sono aumenti decretati dalle singole banche, con i rincari addebitati in maniera arbitraria da molte banche ascolane leste ad aumentare i tassi Euribor sui prestiti“. Il rischio paventato è anche quello che analoghi aumenti possono verificarsi sui depositi e libretti di risparmio, nonostante il Decreto Bersani.
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