Prezzi, che cosa ci aspetta È autunno, piovono rincari
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fonte:
- Panorama
Quali aumenti colpiranno davvero le nostre tasche? La guida completa e i consigli per difendersi. Settembre, andiamo, è tempo di aumentare. I prezzi naturalmente: per le famiglie italiane fare la spesa diventa sempre più caro. Ma attenti anche all`eccesso di allarmismo da parte di alcune associazioni di consumatori che spesso sommano le pere con le mele: ovvero i rincari futuri e quelli già avvenuti. Perciò Panorama ha scomposto voce per voce gli aumenti previsti nell`autunno 2007. Per scoprire che alcuni sono veri e altri inventati. Paolo Landi, segretario dell`Adiconsum, per esempio avverte: “Alcune associazioni stanno dando i numeri del lotto. Non condivido queste grida d`allarme. In autunno le tensioni saranno soprattutto sulle tariffe dei servizi“. Michele Cavuoti di Altroconsumo aggiunge che “è sbagliato affermare che la stangata dipende dalla mancata concorrenza: in molti settori, per esempio negli alimentari, il consumatore può scegliere“. Insomma, sugli aumenti è bene distinguere il grano dal loglio. Pane e pasta. Alla base dei rincari c`è l`aumento della farina di grano tenero: “Il prezzo è salito da 0,34 a 0,40 euro al kg, più 18 per cento“ afferma Enzo Mengoni, presidente dei panificatori della Confartigianato, “mentre le nostre imprese sono riuscite a contenere gli aumenti del prezzo del pane entro il 6 per cento“. Ma le associazioni dei consumatori Adoc e Codacons temono nuovi rincari ben oltre il 10 per cento. E in particolare a Milano (che ha già il primato del pane più caro d`Italia) il prezzo sale addirittura del 20 per cento. Un rincaro abnorme, se confrontato con la baguette d`Oltralpe: i panettieri francesi si aspettano un aumento del prezzo, nelle prossime settimane, solo del 5 per cento. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori accusano: “Il nostro Osservatorio continua a registrare e a confermare improponibili aumenti dei prezzi“. Le quattro associazioni sono preoccupate soprattutto dai rincari di pane, pasta e latte. E segnalano come record quello degli spaghetti: il pacco da 1 kg secondo l`Osservatorio sarebbe passato in media da 0,90 a 1,14 euro, più 27 per cento nell`ultimo anno. Certo, non mancano le ragioni del caropasta (vedere l`articolo a pagina 30), ma il prezzo del grano incide relativamente, circa il 10 per cento, sul prodotto finale. Infatti, per la pasta Altroconsumo giustifica solo un aumento del 5,8 per cento: “La nostra analisi evidenzia come si lanci l`allarme per consentire aumenti nell`ordine del 15 per cento e oltre, assolutamente non giustificati“. Dal latte alla carne. Per quanto riguarda latte e burro, il Codacons prevede aumenti di prezzo intorno al 10 per cento. E in generale stanno schizzando alle stelle tutti i prezzi dei derivati del latte. La Confconsumatori ha lanciato l`allarme anche sull`aumento del costo dei gelati. E la Confartigianato indirettamente li ammette, ricordando che ci sono già stati “significativi aumenti anche per le materie prime del gelato e dei prodotti di pasticceria: il prezzo del cacao è aumentato da 4,5 a 5 euro al kg (più 12 per cento), mentre i rincari del prezzo del latte oscillano tra il 5 e il 10 per cento e si arriva per il burro a un incremento del 15-20 per cento“. Come difendersi? La Confconsumatori consiglia di richiedere la pesatura della vaschetta di gelato acquistata, avendo riscontrato che solo il 40 per cento degli esercenti si preoccupa di pesarla una volta riempita. Un significativo risparmio (di circa il 30 per cento) si ha con l`acquisto diretto, per 1 euro al litro, del latte fresco appena munto. Sono circa un migliaio, in quasi tutte le province italiane, i distributori automatici dove si può acquistare questo “latte crudo“ non trattato termicamente (a differenza sia del latte fresco pastorizzato sia di quello a lunga conservazione uht) che se conservato in frigo dura 48 ore. E la Coldiretti fa notare che il latte delle “milk slot machine“ dà anche il vantaggio di riutilizzare il contenitore impiegato, una bottiglia di vetro, senza produrre rifiuti. E la carne? Potrebbe costare meno. L`allevamento dei maiali in Italia attraversa un momento di crisi: i prezzi sono crollati a circa 1,1 euro al kg per i produttori. Il fenomeno dovrebbe trasferirsi al consumo rendendo più conveniente l`acquisto della carne suina, che ora al supermercato a Milano costa dai 5 ai 10 euro al kg, a seconda della qualità: i prezzi non dovrebbero subire aumenti, anzi diminuire. Frutta, verdura e altro. Le stime sui possibili futuri aumenti al dettaglio dei prodotti ortofrutticoli sono molto variabili: dipende da dove si acquistano, infatti l`Antitrust pone il problema dell`altissimo costo di distribuzione. E secondo le statistiche Istat la frutta è rincarata nell`ultimo anno del 7,2. Qui una difesa consiste negli acquisti diretti dagli agricoltori, fenomeno che secondo la Coldiretti già coinvolge 48.650 aziende agricole. Quelle ortofrutticole che vendono direttamente (spesso anche lungo le strade) sono il 23,5 per cento del totale, mentre per l`olio di oliva si arriva al 16 per cento, nella carne e nei salumi all`8, i formaggi sono comprati nel 5 per cento di malghe e caseifici. Il record? Le 21 mila cantine aperte dove si può acquistare vino: il 41 per cento delle aziende del settore. In generale ai rincari dei prodotti agricoli si potrebbe ovviare favorendo l`apertura nelle città di mercatini gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli delle campagne: sono previsti dalla Finanziaria, ma non ancora attuati (vedere anche l`articolo a pagina 28). La Coldiretti sottolinea che questi mercatini degli agricoltori “stanno riscuotendo un grande successo in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, dove i market farmer sono ormai oltre 3.700, anche in grandi città come New York“. Il prezzo del petrolio. La grande incognita d`autunno è il prezzo del petrolio: se dovesse scendere, come prevede il centro di ricerche Nomisma, potrebbero essere sterilizzati gli aumenti della benzina e soprattutto quelli del riscaldamento per il prossimo inverno. Ma non illudiamoci: il greggio oscilla in base a logiche difficili da prevedere. Una difesa dal carobenzina può essere usare l`autobus. Ma non conviene dappertutto. Firenze è la città più cara d`Italia (il biglietto costa 1,20 euro per 70 minuti) e a Torino dal 1° settembre i trasporti pubblici aumentano mediamente di oltre il 10 per cento: la corsa singola passa da 0,9 a 1 euro e l`abbonamento giornaliero sale da 3 euro a 3,50. Gli aumenti riguardano anche le linee che collegano Milano con l`hinterland. Bollette più salate. L`aumento del petrolio già avvenuto nei primi mesi dell`anno inciderà sulle bollette d`autunno di luce e gas: rispettivamente più 1,9 e più 1,7 per cento, secondo la Nomisma. L`acqua ha avuto un rincaro maggiore, più 4,4 per cento secondo l`Istat, e costerà sempre di più in futuro: nei prossimi 13 anni si prevede un aumento del 27 per cento, fino ad arrivare a una tariffa media di 1,51 euro al metro cubo. Polizze senza ribassi. Di certo, finora non si sono visti gli auspicati vantaggi per gli automobilisti grazie alle liberalizzazioni del ministro Pierluigi Bersani: le polizze rc auto non sono diminuite. Peraltro l`allarme lanciato dall`Adusbef, che denuncia rincari medi oltre il 4 per cento, non è confermato dai dati Istat aggiornati a luglio: il costo delle polizze sui mezzi di trasporto è aumentato mediamente dell`1,2 per cento rispetto a un anno fa. Livelli ben lontani dagli aumenti del 10,7 e 11,6 per cento che si registrarono nel 2001 e 2002. Comunque il consiglio è di confrontare, anche tramite il sito dell`Ania (l`associazione delle assicurazioni), i preventivi di diverse compagnie. E con le polizze stipulate al telefono si risparmia anche il 30 per cento. Carolibri, indaga l`Antitrust. L`allarme sul carolibri scolastici è stato lanciato da diverse associazioni di consumatori (Altroconsumo, Adoc, Federconsumatori e Movimento consumatori): secondo i loro calcoli le famiglie spenderanno in libri scolastici fino a 420 euro per figlio, costo più elevato nei licei, e l`aumento nelle medie sarebbe intorno al 5 per cento rispetto al 2006. Ma l`entità dei rincari è contestata dagli editori: il prezzo dei libri scolastici è cresciuto quest`anno solo dell`1 per cento secondo Enrico Greco, responsabile del settore educational della Mondadori (l`editore di Panorama) e presidente del gruppo editoria scolastica dell`Aie (l`Associazione italiana editori). Chi ha ragione? Lo stabilirà l`Antitrust che ha dato mandato alla Guardia di finanza di effettuare una verifica sull`andamento dei prezzi dei libri negli ultimi tre anni, concentrando l`attenzione sui tre testi fondamentali utilizzati nei licei classici, scientifici e negli istituti tecnici di Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Bari e Verona. I risultati dell`indagine si avranno il 6 settembre. Mutui alle stelle. Infine, l`aumento del costo del denaro sta mettendo in crisi le famiglie che hanno contratto prestiti e mutui: anche se non crescerà il tasso di riferimento della Bce (vedere l`articolo a pagina 27) le rate sono calcolate sul tasso Euribor, che continua a salire. E così le previsioni dell`Adusbef sono di un aumento totale nel 2007 delle rate sui mutui casa fino a 350 euro su 200 mila di finanziamento. Landi dell`Adiconsum conclude: “Anche a causa del rialzo delle rate dei mutui, ci sarà un inevitabile calo dei consumi e le condizioni per un aumento generalizzato dei prezzi non ci saranno“. Ma la speculazione è in agguato.
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