10 Settembre 2007

Anche partito anti-Ogm fa “primarie“, punta a 3 milioni al voto

ROMA (Reuters) – Mentre ancora un mese di campagna elettorale attende i candidati alla guida del Partito democratico in vista del voto di metà ottobre, da sabato prossimo, 15 settembre prende il via un`altra consultazione “popolare“, quella del partito degli “anti-Ogm“. In questo caso, come per il Pd, si sa già chi vincerà, ma quel che conta è quale percentuale daranno le urne e quante persone andranno a votare. Perché se il sindaco di Roma Walter Veltroni è il leader in pectore del nuovo partito di centrosinistra, il “cibo sano“, quello senza organismi genetici modificati, sarà ovviamente il vincitore del “referendum“ lanciato da un cartello di una trentina di associazioni ambientaliste, sindacati agricoli e organizzazioni di produttori e consumatori. E se per le scegliere il nuovo gruppo dirigente del partito che nasce da Ds e Margherita si spera in un milione di votanti, per la consultazione nazionale “Liberi da Ogm“ l`obiettivo è quello di tre milioni di schede. Il referendum anti-Ogm debutta oggi a Roma, con un meeting al Teatro Capranica che vedrà insieme i promotori, dall`ex leader del `68 ed ex parlamentare Mario Capanna – presidente della Fondazione Diritti Genetici – ai numeri uno di Coldiretti e Cia, Sergio Marini e Vincenzo Tassinari, ma anche la potente Coop, e lo Slow Food, gli avvocati del Codacons, gli ecopacifisti di Greenpeace e i volontari cattolici delle Acli. Tutti uniti nel nome dell`agroalimentare italiano di qualità. UN “VOTO FIRMATO“ “Vuoi che l`agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?“, recita il quesito stampato sulla scheda che verrà distribuita nel corso di manifestazioni e iniziative e che sarà possibile anche riempire online, per due mesi, fino al 15 novembre. Una mobilitazione, rivendicano gli organizzatori, che non ha precedenti, in Italia e in Europa E anche un “voto firmato“, perché a chi riempirà la scheda verrà chiesto di lasciare anche il nome e i propri dati, sia per testimoniare la buona fede, sia per organizzare una vasta platea di cittadini da mobilitare in altre occasioni. Che a vincere sarà il “sì“, alla fine, è evidente, anche perché l`Italia è probabilmente il paese più anti-Ogm dell`Unione europea, a prescindere dal colore del governo in carica. Solo poche settimane fa, italiani, greci, belgi, austriaci e ungheresi hanno votato no alla decisione del Consiglio europeo dei ministri dell`Agricoltura che ha fissato allo 0,9% la soglia massima di ogm che possono essere presenti nei prodotti di agricoltura biologica. Una norma contestata non solo da ambientalisti e agricoltori, ma anche dal Parlamento Europeo, che a marzo aveva votato contro. E nel Parlamento italiano si discute ora di un disegno di legge bipartisan che punta a stabilire una “soglia zero“ per i prodotti bio. PAURA DEGLI OGM Del resto, un sondaggio diffuso nel 2006 dall`Eurobarometro indicava che 77 cittadini italiani su 100 erano preoccupati dalla presenza di Ogm in alimenti e bibite. Solo la Grecia registrava una percentuale più alta, l`81%, mentre la media europea era del 62%. Un`altra inchiesta, quella condotta da Ispo per la Coldiretti, mostrava alla fine dello scorso anno che per il 74% degli italiani gli Ogm non fanno bene alla salute. Gli organizzatori di “Liberi da Ogm“, in realtà, avrebbero voluto che il governo di Romano Prodi si impegnasse direttamente in una consultazione popolare sull`agroalimentare, ma dopo trattative di mesi condotte col portavoce del premier, alla fine, dicono, hanno deciso di fare da soli. E ora si preparano a invadere l`Italia con le loro schede. Obiettivo dichiarato, “coinvolgere l`intera comunità nazionale in un processo di elevamento delle conoscenze scientifiche e della consapevolezza culturale, di ricoesione sociale, di democrazia partecipata, ampia e reale, su tematiche di così decisiva portata per l`Italia, l`Europa e il mondo“. I primi appuntamenti per votare e manifestare, sabato 15 settembre, saranno a Milano, Bologna, Firenze, Napoli e Bari. E già dal giorno successivo, tra feste dell`Unità, fiere tipiche e convegni, il referendum sbarcherà in decine di località. Una volta raggiunto l`obiettivo del “sì“, e soprattutto dei 3 milioni di voto, la coalizione di associazioni e sindacati spera di “chiudere completamente l`Italia“ agli Ogm, ma anche di incalzare la Commissione europea a rivedere la sua posizione sul “cibo-frankenstein“, come qualcuno chiama con disprezzo gli alimenti modificati per via genetica.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this