Dai consumatori proposte antirincari
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fonte:
- Italia Oggi
Le iniziative delle associazioni per attirare l`attenzione di governo e Antitrust sull`aumento dei prezzi. Dai consumatori proposte antirincari Sciopero della pasta, class action e taglio delle accise alla pompa Un settembre di scontri sui prezzi al consumo. I preannunciati rincari riguarderanno i beni alimentari, a partire da quelli essenziali di pane, pasta, olio e latte, che vengono giustificati con i costi delle materie prime; poi gli aumenti per la scuola, libri e varie tipologie di accessori (sotto indagine dell`Antitrust); impennata di gas, elettricità e benzina, a fronte di una liberalizzazione che finora non ha avvantaggiato il consumatore; e ancora il rincaro dei servizi bancari ed assicurativi. A conferma di ciò i dati Istat che registrano un andamento dei prezzi a giugno che cresce a ritmo doppio rispetto alle vendite al dettaglio (rispetto allo stesso mese dell`anno scorso l`inflazione è aumentata del 2,5%, le vendite dell`1,2%). A ciò si sommano i dati Isae sulla fiducia dei consumatori, che sottolineano il timore sull`evoluzione corrente e soprattutto di attesa dei prezzi, in maggior misura al sud. E mentre il governo, per quanto preoccupato, non ritiene giustificati né allarmismi né i rincari (è stato detto che gli aumenti di alcune materie prime non possono influire in materia significativa sui prezzi finali al consumo), le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) non ci stanno e lanciano alcune iniziative. Per scongiurare ricadute pesanti sulle famiglie e sull`economia in generale in tema di risparmio e di investimenti e per ottenere interventi più marcati in tema di liberalizzazione, su carburanti, elettricità ed energia in generale, le principali sigle intendono chiedere al governo un ribasso immediato del 5% su prezzi e tariffe. E le proposte più concrete per raffreddare l`inflazione riguardano la trasformazione in decreto legge del provvedimento di legge Bersani fermo al Senato, dove si affrontano, tra l`altro, questioni riguardanti la riduzione delle accise sui carburanti e la realizzazione della legge sulle class action. Non solo. Si auspica un rafforzamento dei poteri di verifica, controllo e sanzione delle Authority e l`ampliamento degli spazi funzionali a vendite dirette produttori-consumatori. Ciliegina sulla torta, una proposta di mobilitazione nazionale: lo sciopero della pasta. Il 13 settembre si invitano i cittadini, come segnale simbolico, ad astenersi almeno da un acquisto e a rinunciare alla pasta asciutta come simbolo e protesta contro l`avvio della speculazione sui prezzi iniziata proprio con il pretesto dell`aumento del prezzo del grano. Le associazioni effettueranno una giornata di mobilitazione, promuovendo iniziative pubbliche nelle maggiori piazze italiane a partire da quella di Montecitorio in Roma, e in piazza Verdi dove ha sede l`Antitrust. Aumentano i prezzi alimentari, le bevande si fanno salateA maggio e giugno i prodotti alimentari hanno visto crescere in media l`indice del costo della spesa dell`1,5%o rispetto allo stesso periodo del 2006. Fra i reparti la crescita più intensa si è registrata tra le bevande (+1,7%), il fresco (+1,6%) e la cura degli animali (+3,7%). Questa la fotografia scattata da Vendite flash, il bollettino del centro studi di Unioncamere dedicato al monitoraggio bimestrale del giro d`affari della gdo (grande distribuzione organizzata) a livello nazionale. Il segmento non alimentare del lcc (cura della casa e cura della persona) segnala un differente sviluppo dei due reparti. I prodotti per la cura della casa, infatti, hanno manifestato nel bimestre un rallentamento della dinamica del costo della spesa, mentre gli articoli per la cura della persona tendono invece ad accelerare, seppure con moderazione. Scende ad agosto, inoltre, la fiducia dei consumatori, attestandosi sui valori più bassi dall`aprile 2006. In base alle rilevazioni mensili dell`Isae, l`indice destagionalizzato scende, infatti, da 107,4 a 106,5, l`indice grezzo passa da 109,1 a 107,8 e quello depurato anche dai fattori erratici da 107,2 a 106,8. La rilevazione è stata effettuata nel periodo 1-10 agosto (circa 1550 interviste), e successivamente nei giorni 21-23 agosto (circa 450 interviste). Il peggioramento della fiducia su base nazionale riflette andamenti fortemente differenziati a livello territoriale: l`indice aumenta infatti nel nordest (da 108,3 a 110,1) e al centro (da 107,8 a 109,3), ma scende nel Nordovest (da 108,9 a 107,6) e soprattutto nel meridione (da 106,5 a 102,6). In particolare, aumentano i timori relativi all`evoluzione corrente e all`attesa dei prezzi (si veda tabella). Le indicazioni relative alla situazione generale dell`economia italiana, invece, sono ad agosto leggermente più favorevoli rispetto allo scorso mese. Negli ultimi 12 mesi sale da 60 a 63 sui massimi dell`ultimo anno; scende dal 16 al 13% la quota di quanti ritengono che i prezzi siano “rimasti stabili“, mentre aumenta dal 44 al 46% quella di quanti li ritengono aumentati “abbastanza“ e dal 22 al 25% quella di quanti reputano che siano aumentati “poco“. Diminuisce tuttavia anche la quota di coloro che li reputano “molto“ aumentati negli ultimi 12 mesi (dal 17 al 15%). Quanto alle attese a breve termine, il saldo grezzo balza da 8 a 24, probabilmente a causa di fattori di natura stagionale: i consumatori che si attendono rispettivamente aumenti uguali o inferiori a quelli correnti salgono dal 29 al 35% e dal 30 al 35%; diminuiscono dal 29 al 21% quanti si attendono invece una sostanziale stabilità dei prezzi nei prossimi dodici mesi. Gli italiani vedono nero sulla situazione economica personale e della propria famiglia, soprattutto a causa di un deterioramento della convenienza attuale e delle possibilità future di risparmio e di acquisto di beni durevoli. Scavando nelle opinioni dei consumatori, i saldi relativi alla situazione economica corrente e attesa della propria famiglia rimangono sostanzialmente stabili sui valori di luglio (rispettivamente, -41 e -12 contro -40 e -14 dello scorso mese); le valutazioni sullo stato del bilancio familiare salgono invece leggermente (da 2 a 3).
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