29 Agosto 2007

Il pane è rincarato del 419% in 20 anni

Lo denuncia la Coldiretti sostenendo che nello stesso tempo il prezzo del grano ha subìto una continua diminuzione
Il pane è rincarato del 419% in 20 anni Le associazioni dei consumatori: aumenti generalizzati nel comparto alimentare

Negli ultimi 20 anni il prezzo del pane è cresciuto del 419%, a fronte di una “continua diminuzione“ di quello del grano, lo dice Coldiretti. Per la Coldiretti, infatti, i rincari annunciati per l`autunno di pane, pasta, dolci e biscotti sono “ingiustificati“. Prezzi più alti, sostiene una nota, potrebbero avere effetti negativi sui consumi, scesi, nel primo trimestre 2007 del 5,4% per la pasta e del 8,8% per il pane. L`andamento dei prezzi dei prodotti alimentari sta evidenziando aumenti anche del 27%. È quanto segnalano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che chiedono a fronte di ciò al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro la convocazione in tempi brevi del Tavolo Agroalimentare. “Il nostro Osservatorio sottolineano in una nota le organizzazioni continua a registrare e a confermare improponibili aumenti dei prezzi, soprattutto dei prodotti fondamentali a base dell`alimentazione, quali pane, pasta e latte. Per quanto ci riguarda osservano noi riteniamo che le giustificazioni addotte, come quella dell`aumento del prezzo della materia prima a livello internazionale, siano inaccettabili. Per prima cosa perchè non si tiene conto della rivalutazione dell`euro sul dollaro quale moneta di acquisto dei prodotti di base e, per secondo, perchè l`incidenza della materia prima sulla determinazione del costo del prodotto trasformato e finito varia dal 10 al 30%, poichè nell`intera filiera vi sono diversi costi, quali quello dell`energia, della manodopera, del trasporto, della commercializzazione e della pubblicità“. Quindi, concludono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, “traslare l`aumento della materia prima in identica misura sul prezzo del prodotto finito è operazione scorretta e speculativa“. Intanto i prezzi dei libri sono aumentati del 12,4% rispetto all`anno scorso, facendo salire la spesa media nazionale a 352 euro dai 313,30 del 2006. Ma il rimedio contro il caro-libri c`è: col noleggio si arriva a tagli fino al 50% della spesa. Lo sostiene l`Adoc che approva l`indagine a campione dell`Antitrust sul costo dei libri di testo delle superiori degli ultimi tre anni. “Siamo favorevoli alle ispezioni commenta il presidente dell`Adoc Carlo Pileri in una nota i prezzi dei libri di testo sono insostenibili per molte famiglie, si viaggia su una media di 352 euro per studente, il 12,4% in più dello scorso anno. È giusto che vengano accertate eventuali distorsioni del mercato editoriale scolastico“. L`Adoc evidenzia anche la brevità della vita media e la non sufficiente omogeneità dei testi. “I nostri testi durano in media due anni spiega Pileri quando la media europea è di cinque. Ogni anno troviamo sugli scaffali nuovi edizioni con un nuovo prezzo, creando un danno agli studenti, costretti ad acquistare il testo aggiornato magari solo di un capitolo“. Per arginare il caro-libri, l`Adoc propone il noleggio dei testi scolastici. “Si offre al consumatore una nuova opportunità di risparmio conclude Pileri già verificata in altri Paesi europei. In questo modo riteniamo si possa tagliare fino al 50% la spesa familiare destinata allo studio dei figli“.(r.a.)

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