28 Agosto 2007

Tanti piccoli aumenti incidono sulle famiglie

“Tanti piccoli aumenti incidono sulle famiglie“ Le casalinghe lamentano la difficoltà di fare la spesa: sempre più arduo prendere le giuste misure per tutelarsi Il pane aumenterà anche a Bergamo, così le tavole dei cittadini orobici si preparano a un autunno caldo. E c`è già chi ha deciso di ricorrere alla michetta “low cost“ di un noto centro commerciale della città: un chilo di pane semplice a 1 euro. All`interno del supermercato Auchan di via Carducci, che ha deciso di applicare prezzi al ribasso, abbiamo raccolto pareri tra i consumatori. Marianna Ghezzi, 56enne casalinga, pochi istanti dopo aver pagato alla cassa la sua spesa revisiona attentamente lo scontrino e fa il punto della situazione: “Oggi ho acquistato le solite baguette, vengono 1,97 euro al chilo. Penso sia un prezzo abbastanza onesto, nella norma. Vengono circa 25 centesimi in meno rispetto a quelle vendute in centro dai piccoli esercizi, sembra poca la differenza ma sono pur sempre 500 lire del vecchio conio. Spesso per motivi di comodità le compro proprio sotto casa. Ormai aumenta tutto ? conclude ? chi fa la spesa fatica anche a prendere le giuste misure per tutelarsi“. Il rientro dalle ferie, fin dai primi giorni, rischia di essere molto amaro per numerosi clienti bergamaschi: “Tornata dalle vacanze ho appreso la cattiva notizia di questi imminenti aumenti ? dichiara Antonella Gemma casalinga di 55 anni ?. Distratta dal prezzo della benzina che continua a crescere non ho ancora potuto toccare con mano la situazione che riguarda il pane. Se sarà come preannunciato penso che ne farò a meno. Tanti piccoli aumenti, tutti insieme, modificano profondamente quella che è la situazione economica di una famiglia che al giorno d`oggi è piena di passivi“. “Sono molto attenta a questi aumenti ? dichiara Marta Vanali, di 47 anni ? ma per ora sul pane non mi sono ancora accorta di nulla. È difficile monitorare la situazione, io acquisto circa 350 grammi di pane al giorno e mai un chilo intero. Nonostante la medesima crescita percentuale purtroppo, a livello concreto, sulla piccola quantità è più complicato accorgersi degli aumenti che alla fine dei conti corrispondono solo a qualche centesimo“. Fra le innumerevoli varianti che propongono i panifici in base al tipo di farine utilizzate e ai condimenti impiegati la situazione appare ancora più complicata per tutti quei consumatori che amano le ricette meno diffuse e più particolari. Luca Gorlini, 37 anni, estrae dal carrello della spesa cinque panini di soia: “Il pane mi piace molto, i legumi derivati dalla soia fanno bene al corpo e io a tavola non ne faccio mai a meno. Al momento dell`acquisto sinceramente non ho badato al prezzo. Viene 2,25 euro al chilo, pensandoci bene effettivamente il caro farina si fa sentire, soprattutto nelle specialità che riguardano il pane. Questo tipo di prodotti lavorati sono aumentati, in particolar modo nei piccoli panifici della città“. Con un chilo di grano dal prezzo di circa 20 centesimi si riesce a produrre, con la trasformazione in farina e con l`aggiunta di acqua, un chilo di pane che viene venduto ai cittadini a valori di almeno dodici volte superiori e variabili da 2,4 euro al chilo per il pane comune a 5 euro e oltre per quello più elaborato. La Coldiretti sottolinea che il livello dei prezzi in agricoltura non offre alibi concreti agli aumenti annunciati per i prodotti alimentari in autunno. Per alcuni derivati dei cereali come pastasciutta, dolci e biscotti il prezzo arriva in alcuni casi a moltiplicarsi fino a 70 volte dal campo alla tavola. Il Codacons, insieme con Adoc, Adusbef e Federconsumatori, ha proclamato uno sciopero della spesa per il prossimo 13 settembre e Simona Bravi, 63enne di provincia, dichiara a questo proposito: “Invito tutti i cittadini che come me, fanno i conti con questi aumenti continui, a rinunciare collettivamente per un giorno ad acquistare il pane, uno dei nostri beni tradizionali che stanno diventando sempre più cari. La protesta è soprattutto per puntare il dito contro i piccoli negozi che hanno fatto lievitare il prezzo del pane. Ai miei tempi si faceva sciopero e le cose cambiavano. Ora i consumatori mi sembrano molto distratti e pressappochisti, mai compatti nella difesa di alcuni importanti battaglie“. .

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