26 Agosto 2007

Caro-vita Dai libri al cibo, 1100 euro in più

Caro-vita Dai libri al cibo, 1100 euro in più.
E sarà sciopero della pasta

Manovra a tenaglia contro il caro-vita. L`Antitrust sta valutando di accendere un faro sul rincaro dei libri scolastici, su cui, alla vigilia della riapertura delle scuole, si è riaperta la polemica. A sollevarla sono state le associazioni dei consumatori, denunciando per le famiglie spese fino a 700 euro, per libri e il materiale scolastico. Ora il Garante vuole chiarire se non ci sia una sorta di “cartello“ tra gli editori. Ed è sempre un pool di organizzazioni dei consumatori a puntare il dito contro il rialzo delle spese complessive per le famiglie italiane, che nel 2007 sarà superiore ai mille euro annui. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori annunciano così una singolare iniziativa: lo sciopero della pastasciutta. L`Autorità garante della concorrenza ha preso sul serio le segnalazioni sul caro-libri e ora sta valutando se aprire un`indagine. Domani prima riunione di ricognizione per vagliare se esiste un`azione concertata da parte delle case editrici o se l`aumento è dovuto ad altri fattori che nulla hanno a che vedere con la concorrenza. Secondo Federconsumatori e Adusbef quest`anno per ciascuno figlio saranno necessari quasi 700 euro. Oltre alla consistente spesa per i libri, stimabile intorno a 320 euro causa un aumento del 5% rispetto al 2006, i genitori si ritroveranno ad affrontare un`elevata spesa anche per il corredo scolastico. Per zaini, diari, astucci e quaderni la spesa media complessiva, che varia a seconda dell`età del ragazzo, è calcolata in 377 euro, il 7,2% in più rispetto al 2006. Per una famiglia, quindi, la spesa totale raggiungerebbe i 697 euro, 40 euro in più del 2006, con un aumento del 5,7%. Ma il problema dei rincari non tocca solo la scuola. I consumatori stimano che a fine anno le famiglie italiane avranno speso circa 1.100 euro in più sul 2006. In base alle proiezioni, le uscite complessive medie per famiglia nel 2007 raggiungeranno i 29.800 euro, contro i 28.700 euro calcolati dall`Istat per l`anno scorso. Solo per gli alimentari l`esborso medio passerà da 5.590 euro del 2006 a 6.004 euro, con un rialzo di 414 euro e un balzo del 7,4%. Basti dire che pane e pasta ad agosto sono cresciuti del 15%, con punte del 25% per la pasta. Dietro i rincari c`è l`aumento dei prezzi del grano, dicono i rappresentanti del settore. “Solo speculazioni“, ribattono i consumatori, lanciando lo sciopero della pasta. Il d-day per spaghetti e maccheroni è fissato il 13 settembre, con l`invito ai cittadini a rinunciare, per un giorno, al piatto nazionale in segno di protesta contro gli aumenti, mentre sulle principali piazze italiane, a cominciare da quella di Montecitorio, saranno distribuiti pane e latte gratis. Un atto simbolico per chiedere più controlli, più trasparenza e acceleratore premuto sulle liberalizzazioni. “La nostra – sottolineano le associazioni in una nota – vuole essere un`iniziativa di denuncia e di proposta, perché si intervenga nella questione degli aumenti dei prezzi e delle tariffe“. Ci sono già stati infatti, secondo i consumatori, rincari dei prezzi dei generi alimentari, a partire da pane, pasta, olio e latte, giustificati con i costi delle materie prime; aumenti per la scuola, libri e varie tipologie di accessori; aumenti di gas, elettricità e benzina, e rincari dei servizi bancari e assicurativi. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori chiedono quindi “al governo e alle istituzioni la convocazione di tavoli di confronto, per smascherare dove si annidano speculazioni al fine di eliminarle“. Nelle giornate di mobilitazione, poi, “invitano i cittadini ad astenersi almeno da un acquisto e a rinunciare alla pasta asciutta, come simbolo di protesta contro l`avvio della speculazione sui prezzi, iniziata con il pretesto dell`aumento del prezzo del grano“. Sciopero o no, l`aumento del prezzo del grano preoccupa anche il governo. Il ministro De Castro invita ad “evitare inutili allarmismi“ ed intanto annuncia per le prime settimane di settembre la convocazione di un tavolo tra distribuzione, industria, cooperative e imprese agricole per affrontare il problema. A segnalare l`ennesimo rialzo sono i prezzi dei future sulle borse di Parigi e Chicago dopo che il Canada ha annunciato che per quest`anno prevede di ridurre la produzione del 19,6%. L`altro ieri all`Euronext di Parigi il future sul grano consegna a novembre ha chiuso a 237,50 euro/ton, in rialzo del 2,5% dopo aver toccato un picco di 241,50 euro. Mentre al Chicago Board of Trade le forniture per dicembre, dopo aver toccato i 7,54 dollari a bushel, hanno chiuso a 7,26 dollari con un aumento di 7,5 cent. In Italia, dove lo strumento dei future sulle commodity non è ancora molto usato, gli aumenti dei prezzo sono a 2 cifre, mese su mese: sulla borsa di Bologna il grano tenero nazionale usato per la panificazione è salito dal 2 al 23 agosto di circa il 13,70% (da 215 a 245 euro/ton), mentre il grano duro nazionale ha segnato un aumento di oltre il 4% (da 271 a 283 euro/ton).

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