Ora è allarme sui capi made in China
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fonte:
- Il Manifesto
L`Aduc: “Formaldeide nei tessuti cinesi“. Alcuni vestiti già sequestrati, analisi in corso
Dopo i giocattoli al piombo e il dentifricio all`anticongelante, le importazioni cinesi sono di nuovo nell`occhio del ciclone. Ora è il turno dei vestiti tossici che procurerebbero danni alla salute. L`allarme è partito dall`Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc) che ha diffuso ieri una notizia : “In una trasmissione neozelandese – afferma – si è resa nota un`indagine sulla quantità di formaldeide nei tessuti di indumenti provenienti dalla Cina e presenti sul mercato. I livelli accertati sono 900 volte maggiori di quelli consentiti dall`Organizzazione mondiale per la sanità“. Situazione da non sottovalutare visto che la formaldeide (o aldeide formica) è un cancerogeno e può provocare danni alla salute: dall`irritazione delle mucose degli occhi ai disturbi della pelle. Da qui l`iniziativa dell`Aduc di scrivere una lettera ai ministri della Salute e dello Sviluppo Economico per sapere sulla presenza o meno di questi prodotti sul mercato italiano e se, in caso affermativo, siano state fatte le adeguate analisi dei tessuti. Il rischio della presenza di questi capi d`abbigliamento nel paese in effetti è alto. I Nas infatti sono attivissimi, in queste ultime ore, nel sequestrare prodotti cinesi non a norma: dai prodotti alimentari a quelli cosmetici passando per le apparecchiature tecnologiche fino appunto ai capi d`abbigliamento. “Praticamente – spiegano dal comando di Torino – le nostre operazioni vengono fatte su tutti i fronti e i controlli coinvolgono dal piccolo negozietto fino alla grande multinazionale. E` il mercato in generale che ha assorbito i prodotti cinesi“. In questo quadro i vestiti risultano tra le merci maggiormente “richiamate“, a causa proprio dei materiali e delle sostanze che li compongono. Ma sulla presenza del formaldeide è meglio non fare allarmismi: bisogna ancora aspettare i risultati delle analisi svolte dai Nas sui capi sequestrati. Intanto sott`accusa non ci finiscono solo i prodotti “made in China“ ma anche gli organismi di controllo. “Le dogane – denuncia il Codacons – dovrebbero procedere a ispezioni di tutta la merce proveniente dalla Cina e rappresentare il primo baluardo per impedire che questa merce entri in Italia“. I Nas però si danno un perché di questo facile ingresso, evidenziando un`escamotage: “Il primo pezzo è un`opera d`arte, in modo da ottenere il marchio Ce dell`Unione Europea. Solo successivamente nelle catene di montaggio si fabbricano merci non a norma“. Dal canto suo anche il ministero dalla Salute si sta spendendo per un`ispezione più efficace, facendo sapere che i controlli ci sono, ma “a campione“. Difficile, se non impossibile, una vigilanza su tutti prodotti immessi sul mercato.
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Tags: aduc, cangerogena, Cina, danni, dogane, formaldeide, indumenti, salute, Sviluppo Economico
