21 Agosto 2007

Coldiretti e i consumatori del Codacons non ci stanno “E` una speculazione, intervenga la Finanza“

E` bastato che il dipartimento per l`agricoltura degli Usa definisse “deludenti“ i dati sulla previsione dei raccolti in Ucraina e Russia perchè in una sola seduta le quotazioni del frumento, al Chicago Board of Trade, schizzassero del 4,3%. Si aggiunga che l`India ha chiesto a giugno due miliobi di tonnellate di grano, seguito a ruota anche da Marocco e Arabia Saudita, ed eccoci agli aumenti che hanno caratterizzato il mercato del grando negli ultimi mesi. Ma questa situazione internazionale non è sufficiente, per il Codacons, per spiegare l`annunciata “stangata“ di settembre degli alimentari. Per questo l`associazione dei consumatori chiede alla “Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza di intervenire in base alla Legge 231/2005“ per individuare e dove “si annida la speculazione“. Per il Codacons si tratta di rincari ingiustificati davanti ai quali i consumatori “annunciano denunce a raffica“ e chiedono addirittura l` “intervento immediato“ del governo sulla filiera agroalimentare. “Solo il 5% del prezzo finale del pane dipende dal costo del grano – denuncia il Codacons- Questo vuol dire che se anche il grano aumentasse del 10%, come sostenuto da alcuni, questo si dovrebbe ripercuotere sul prezzo finale per appena lo 0,5%“. Secondo dati Eurostat, citati dal Codacons, gli alimentari costerebbero al consumatore il 15% in più rispetto alla media europea, percentuale che per i latticini e le uova sale addirittura al 26% e che rende “inaccettabile un ulteriore aumento“. E anche la Coldiretti sostiene che l`andamento dei prezzi agricoli non giustifichi i pesanti rincari annunciati per i prodotti alimentari a settembre che rischiano di avere effetti negativi sui consumi domestici, già calati (-8,8% il pane e -5,4% la pasta di semola) nel primo trimestre del 2007. La Coldiretti sottolinea che attualmente il costo del grano è circa lo stesso dell`inizio degli anni`90, nonostante l`inversione di tendenza dopo anni di continui cali. Per prodotti derivati dai cereali come pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 15, 20 e 70, secondo una indagine della Coldiretti. “Per ogni euro speso in pasta fresca non più di 5 centesimi servono per pagare il grano prodotto dagli agricoltori – sottolinea l` organizzazione – a conferma di come sia strumentale imputare ai prodotti agricoli la responsabilità di aumenti così rilevanti al consumo“.

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