Più pericolosi delle bambole cinesi
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fonte:
- la Repubblica
“è anni che invitiamo i risparmiatori a non farsi incantare dalle sirene dei gestori finanziari e ora anche la favoletta, secondo cui i fondi con il rating AAA sono affidabili, si è rivelata una fandonia“. Elio Lannutti, presidente dell`associazione di consumatori Adusbef, non è d`accordo con chi (come ieri la Covip) sostiene che per i fondi pensione italiani non c`è alcun rischio derivante dai mutui subprime americani. E provoca: meglio i vecchi, sicuri, titoli del tesoro. “Con i fondi nessuno può essere sicuro – sostiene – perché sono prodotti confezionati come salsicciotti, dove l`unica garanzia di affidabilità era il giudizio delle agenzie di rating“. S&Poor`s, Moody`s, Fitch. “Tra loro e le grandi banche finanziarie americane c`è un conflitto d`interessi, un rapporto incestuoso: da solo il sistema dei derivati procura alle banche tra i 25 e i 30 miliardi di dollari l`anno“. I numeri Lannutti li sa a memoria: “Negli Usa hanno concesso mutui a soggetti a rischio per 1200, 1500 dollari“. Pericolosi “come i giocattoli cinesi“. E quelli italiani? “Tre milioni e mezzo di mutui, per un totale di 225 miliardi di euro“. Quasi tutti a tasso variabile: “Nel 91% dei casi, quando in Europa sono il 50%“. Per chi ha ottenuto questi mutui “saranno dolori“, dice il presidente Adusbef invitando a diffidare degli strumenti finanziari derivati (ma “non vanno demonizzati, purché adottino trasparenza“), e sperare “che la Bce non aumenti i tassi: 25 cent in più per un mutuo di 100 milioni di può tradursi in 40 euro in più nella rata mensile“. E se anche in Italia scoppiasse la bolla immobiliare? Per Carlo Pileri (Adoc) il rischio c`è: “La gente ha investito sul mattone perché dopo i casi dei bond argentini e i crac Cirio e Parmalat non si è più fidata di azioni e obbligazioni“. Poi “gli enti hanno venduto immobili costringendo la gente a comprare e a indebitarsi, mentre mutui diventavano sempre più onerosi“. Insomma, non come negli Usa ma poco ci manca. Quanto alla crisi dei fondi, il consiglio di Pileri ai risparmiatori è: “Prudenza. Non farsi prendere dal panico. La fretta di vendere o di comprare, soprattutto per i non addetti, può solo peggiorare le cose“. E Carlo Rienzi (Codacons): “I consumatori possono raccogliere le prove degli acquisti e delle attività di supporto alla vendita svolte dalle banche“. Per un risarcimento danni in causa civile, ma non solo: “Le società di rating e i supervisori dei conti delle società che controllano i fondi hanno venduto fiducia quando non potevano, per questo bisogna individuare i responsabili, e indagarli anche penalmente“.
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