18 Agosto 2007

La Bonino: “Non escludo il blocco dell`import di giocattoli made in Cina“

Il blocco delle importazioni è “una misura che è in possesso della Commissione Europea, che l`ha già messa in campo più di una volta“. Per un eventuale provvedimento sui giocattoli importati dalla Cina, quindi, la strada è già tracciata. Lo ha spiegato il ministro del commercio estero Emma Bonino, non escludendo l`ipotesi avanzata da Bruxelles di arrivare al bando dell`import dei giochi made in Cina. E mentre su questo l`Europa attende dai Paesi membri di ricevere segnalazioni per avere un quadro completo, in Italia i consumatori hanno avviato la prima causa di risarcimento contro la Mattel. Dopo il secondo richiamo di giocattoli deciso dal colosso americano Mattel, la portavoce della Commissione Ue ha fatto sapere che “è possibile che si arrivi al bando dell`import di giocattoli dalla Cina“ se la sicurezza dei bambini continuerà a non essere garantita. Il blocco delle importazioni “è già stato adottato più di una volta dall`Unione europea“, ha detto la Bonino, ricordando i casi “dei pistacchi iraniani e delle patate che venivano dall`Egitto“. Al momento “Bruxelles ha già inviato un`informativa – in merito a questi giochi – ai Paesi membri“, ha aggiunto l`ex commissario, puntualizzando che “prima di prendere un simile provvedimento, è necessario mettere insieme un dossier ben solido“. Dopo i due richiami della Mattel, in Cina decine di imprese hanno fatto sapere che saranno costrette a chiudere i battenti. In Italia, intanto, la Finanza ha sequestrato in provincia di Novara quasi 75mila giocattoli tossici della Mattel in un magazzino dove la multinazionale aveva sede fino a pochi mesi fa. E il Codacons ha annunciato la prima causa contro la Mattel per “risarcire una mamma di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina che ha giocato fino a ieri con una Barbie“.

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