Bersani ai petrolieri
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fonte:
- Il Secolo XIX
La strigliata del ministro: non escludo un decreto sulle accise, ma voi siate responsabili
Il governo bacchetta i petrolieri ma non ottiene chiarimenti sulla benzina più cara d`Europa. “Non è un problema di tasse. Vi chiedo senso di responsabilità e trasparenza dei prezzi“: è questo il richiamo fatto alle compagnie dal ministro Pierluigi Bersani, durante l`incontro al dicastero dello Sviluppo economico. Dopo le polemiche aspre dei giorni passati, il governo non rinuncia a bacchettare i petrolieri, accusati di praticare prezzi più alti che negli altri paesi europei. Mentre le quotazioni internazionali del greggio scivolano trascinando giù la benzina e (un po` meno) il gasolio (ieri hanno ribassato Esso, Tamoil e Shell), il braccio di ferro tra governo e petrolieri approda a una tregua che lascia sostanzialmente le parti in campo sulle rispettive posizioni. Infatti, le compagnie respingono le accuse, chiedendo un intervento sul carico fiscale indicato come la vera causa del divario con il resto d`Europa. Diplomatico il presidente dell`Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che si dichiara “soddisfatto dell`incontro“. “C`è un impegno reciproco a rivedere le metodologie di accertamento dei divari con una maggiore trasparenza“, ha concesso il leader dei petrolieri. A questo fine, verrà messo in piedi un “tavolo tecnico“ tra ministero e compagnie per verificare l`andamento dei prezzi. “Una volta al mese faremo una verifica dei dati con le compagnie“, spiega Bersani. Anche se i toni dello scontro si attenuano, le distanze restano. E il ministro, al contrario di De Vita, non sembra convinto di risposte e argomenti dei petrolieri, che insistono sul ruolo del Fisco nel gioco (soprattutto estivo) del caro benzina. “Qui non parliamo di bruscolini. Un centesimo di variazione, tra gasolio e benzina, vale 463 milioni di euro, su base annua. Sono 900 miliardi di vecchie lire“, sbotta Bersani di fronte alle resistenze dei petrolieri. Meno soddisfatte del ministro, le organizzazioni dei consumatori, che non si aspettano evidentemente cambiamenti di rotta da parte delle compagnie, senza interventi più stringenti. Si va dallo “stupore e delusione“ dell`Adoc alla richiesta da parte di Adusbef e Federconsumatori di un decreto contro la “speculazione“ sui prezzi, fino all`esposto presentato dal Codacons alla Procura di Roma e all`Antritrust, a cui si chiede di indagare sugli aumenti della benzina “in occasione degli esodi estivi“. Il fronte dei prezzi petroliferi rimane aperto. E i dati confermano il divario tra i listini italiani e quelli di Eurolandia anche se la distanza si è accorciata soprattutto per la benzina grazie ai ribassi (stavolta tempestivi) degli ultimi giorni, pari a circa 2 centesimi. Eppure, c`è tuttora una differenza di circa 3 centesimi (tasse escluse) per la benzina e di 4 per il gasolio. E un centesimo in più (sottolinea Bersani) significa 463 milioni di euro su base annua, che entrano nelle casse delle compagnie. La forbice è lì e non si chiude, soprattutto per il gasolio, verso il quale si è spostato il grosso dei consumi. Il ministro conferma, quindi, i suoi dubbi e le valutazioni negative: “Risposte esaustive non ne sono venute mentre sono arrivate dai comportamenti dell`ultima settimana con la riduzione dei prezzi della benzina. Ma non del gasolio. E anche questo è un dato difficile da giudicare“, spiega Bersani. Il ministro insiste sulla “trasparenza“ dei prezzi, annuncia che chiamerà in causa l`Antitrust ma non ottiene né spiegazioni chiare né impegni da parte delle compagnie, che battono sul tasto dell`eccessivo carico fiscale e chiedono al governo di alleggerirlo. “Non c`è un problema di fisco. Siamo in linea con il resto d`Europa“, ribatte Bersani. Ma, tra settembre e ottobre, arriverà in porto il provvedimento che alleggerisce le imposte su benzina e gasolio. Non è detto però che sarà il decreto annunciato dal vice ministro Vincenzo Visco e allo studio dei tecnici delle Finanze. “Abbiamo in Parlamento una norma che permette di sterilizzare l`Iva. L`ipotesi di Visco è quella di un decreto interministeriale. Ma credo che possiamo fare prima varando la legge, già approvata dalla Camera, e in seconda lettura dal Senato“, sostiene il ministro. A settembre il Parlamento potrebbe dare il suo ok a una norma strutturale senza passare per un decreto tampone. Dopo il faccia a faccia (“non semplice“, dice Bersani) i duellanti non depongono le armi. E, nelle prossime settimane, la sfida proseguirà sul terreno della trasparenza dei prezzi. L`opposizione ironizza. “La montagna ha partorito il topolino“, dice Stefano Saglia, An. “Bersani? Un liberalizzatore alle vongole“, rincara Osvaldo Napoli (FI). Il ministro non si arrende ma fa capire che il governo non poteva fare di più: “Siamo in un sistema di mercato, abbiamo chiamato i petrolieri a riflettere“.
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