14 Agosto 2007

Ingiustificati gli aumenti per gli alimentari: protesta il Codacons

“Sui prezzi intervenga la Finanza“
Ingiustificati gli aumenti per gli alimentari: protesta il Codacons



A fronte di andamenti anomali dei prezzi, “l`Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza intervengano in base alla Legge 231/2005“ per individuare e dove “si annida la speculazione“. Lo chiede il Codacons insieme alla nota che denuncia i forti rincari dei prezzi degli alimentari. Rincari ingiustificati davanti ai quali i consumatori “annunciano denunce a raffica“ e chiedono addirittura l` “intervento immediato“ del governo sulla filiera agroalimentare. “Solo il 5% del prezzo finale del pane dipende dal costo del grano – denuncia il Codacons nella nota Questo vuol dire che se anche il grano aumentasse del 10%, come sostenuto da alcuni, questo si dovrebbe ripercuotere sul prezzo finale per appena lo 0,5%“. Secondo dati Eurostat, citati dal Codacons, gli alimentari costerebbero al consumatore il 15% in più rispetto alla media europea, percentuale che per i latticini e le uova sale addirittura al 26% e che rende “inaccettabile un ulteriore aumento“. E anche la Coldiretti sostiene che l`andamento dei prezzi agricoli non giustifichi i pesanti rincari annunciati per i prodotti alimentari a settembre che rischiano di avere effetti negativi sui consumi domestici, giàcalati (-8,8% il pane e -5,4% la pasta di semola) nel primo trimestre del 2007. La Coldiretti sottolinea che attualmente il costo del grano è circa lo stesso dell`inizio degli anni`90, nonostante l`inversione di tendenza dopo anni di continui cali. Per prodotti derivati dai cereali come pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 15, 20 e 70, secondo una indagine della Coldiretti. “Per ogni euro speso in pasta fresca non più di 5 centesimi servono per pagare il grano prodotto dagli agricoltori – sottolinea l` organizzazione – a conferma di come sia strumentale imputare ai prodotti agricoli la responsabilità di aumenti così rilevanti al consumo“. In tal senso la Coldiretti ricorda che “con un chilo di grano dal prezzo di circa 20 centesimi al chilo si riesce a produrre con la trasformazione in farina e con l`aggiunta di acqua, un chilo di pane che viene venduto ai cittadini a valori variabili da 2,5 euro al chilo per il pane comune a 5 euro e oltre per i pani più elaborati, con prezzi ancora molto più alti per i dolci“. Ma i rincari non sembrano trovare giustificazione neanche in una presunta mancanza di prodotto made in Italy in quanto, secondo l`ultima rilevazione Ismea, la produzione di frumento duro nel 2007 in Italia è aumentata rispetto allo scorso anno dello 0,9% per 4,13 milioni di tonnellate, mentre per il grano tenero l`aumento è dello 0,6% per una produzione di 3,23 milioni di tonnellate.

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