Attenzione, c`è un tentativo di sottrarre parte delle retribuzioni ai pensionati
-
fonte:
- Il Gazzettino
“Otto anziani su 10 non sono informati sulle manovre Inpdap“
(ir.gi) – Pensionati, attenti. A mettere in guardia questa categoria poco protetta scendono in campo tutte le sigle sindacali, dalla Cgil alla Cisl alla Uil, passando per le associazioni dei consumatori, Codacons in testa e Aec (associazione europea per la tutela del cittadino contribuente), che denunciano la scarsa informazione sulla prossima mossa dell`Inpdap, l`istituto nazionale di previdenza dei dipendenti pubblici, che toglierà lo 0,15 per cento dalle pensioni, ogni mese, a partire da questo novembre. “La manovra sta passando fra le righe, come se non si volesse mettere a conoscenza dei loro diritti i pensionati“, fanno la voce grossa l`avvocato Vito Claut, presidente regionale Codacons, e Sergio Sambi, presidente Aec. Otto pensionati su dieci, in provincia di Udine, sono ancora all`oscuro di tutto. Eppure nei loro confronti sta per essere applicata una ritenuta dello 0,15 per cento che verrà sottratta automaticamente, secondo la procedura del silenzio-assenso. “Peccato che ancora troppi siano i non informati o i male informati“, spiega Gino Dorigo, della Cgil-pensionati che annuncia per settembre volantinaggi a tappeto. Non solo il sindacato unito, ma anche le sigle pro consumatori, che puntano il dito sulla manovra ben poco trasparente, non faranno mancare la loro azione. “È un tentativo di sottrarre parte delle retribuzioni ai pensionati i quali, dopo essersi accorti della novità, potranno far ben poco“, spiega Claut che, al pari dei sindacati, lancia il messaggio salvifico a chi si trova in quiescenza e non sa come evitare la catastrofe. Un modo c`è, ma anche questo, ovviamente, non viene reclamizzato. Si deve inviare alla sede provinciale dell`Inpdap entro il 10 ottobre una lettera con cui il pensionato non autorizza il prelievo automatico della quota dalla busta-paga, altrimenti, secondo il silenzio-assenso, da novembre scatterà la decurtazione. E per che cosa poi? I soldi finiscono in un fondo creditizio che dovrebbe servire ai pensionati per mutui (“Come se il pensionato acquistasse la prima casa“…, ironizza Sambi), spese mediche, agevolazioni (presunte) per alberghi e via dicendo. “Questa modalità di imposizione – osserva Claut – che ancora una volta si serve del meccanismo del silenzio assenso, perverso, perché imposto ai danni della categoria socialmente più debole, fa sorgere il fondato sospetto che anche in questo caso, come per altri (vedi Tfr), si sia di fronte non ad un atto di politica civile teso a proteggere le fasce non abbienti, bensì ad un`operazione finalizzata a procacciare denaro fresco da far affluire in modo più o meno diretto nelle casse del sempre vorace mercato finanziario“.Le radici di tale iniziativa affondano nella legge delega del 14 maggio 2005 n. 80. Si viene “iscritti di diritto al fondo“ (senza che se ne sia fatta alcuna pubblicità), osservano le associazioni dei consumatori, a meno che nella calura di mezza estate non ci si affretti a inviare, per raccomandata, il modulo in cui si comunica “la propria volontà di non farne parte“. Ci si trova – aggiunge il Codacons- di fronte a una misura analoga al balzello sui depositi in conto corrette attuato nell`estate del 1992 dal governo Amato nel mezzo della crisi valutaria che travolse la lira. La differenza è che si tratta non di una una tantum (come il balzello Amato) ma di una semper tantum , “non rimborsabile“ neanche se – quando ci si accorge- di avere meno soldi in busta paga, si protesta e si chiede di togliersi dal nuovo carrozzone.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: assenso, cgil, cisl, decurtazione, fondo, gino dorigo, Inpdap, pensionati, pensioni, ritenuta, sergio sambi, silenzio, Udine, vito claut
