Ristretto il numero dei modelli di auto per neopatentati
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fonte:
- Il Piccolo
Il ministro Ferrero: “Limitare la pubblicità degli alcolici“
Federconsumatori d`accordo
Codacons: prima prevenire
Adiconsum: “Non basta“ Ristretto il numero dei modelli di auto per neopatentati
ROMA La Ypsilon e la Smart sì, la nuova 500 o la Mercedes Classe E no. Uno dei punti cardine del nuovo decreto legge consiste nel vietare per tre anni ai neo-patentati l`utilizzo di automobili troppo potenti. Il governo ha stabilito che i “novellini“ non potranno guidare veicoli superiori a 50 kw (il testo della Camera prevedeva la soglia 60 kw), vetture di cilindrata compresa tra 1.000 e 1.200. E, comunque, non superiore a 1.400. Ma, a sorpresa, anche macchine insospettabili come la nuova 500 della Fiat oppure le Mini Cooper fanno parte della lista delle auto “proibite“. Il decreto restringe a 12 il numero delle case automobilistiche che costruiscono veicoli accessibili ai novizi driver. Le due italiane ammesse all`elenco sono Fiat e Lancia. Intanto, ieri, sono fioccate le reazioni dei politici al minidecreto. “Il provvedimento è male impostato perché non può essere solo repressivo ma deve proporre norme concrete soprattutto di prevenzione e educazione – ha affermato Egidio Pedrini, segretario della commissione Trasporti della Camera – Oltre a una condizione efficiente della rete stradale, La repressione – ha aggiunto – a volte serve per far quadrare i bilanci dei Comuni“. Lucio Malan, senatore di Forza Italia, ha invece detto che “se il decreto legge recepirà il lavoro fatto in commissione Lavori pubblici al Senato, sarà un fatto positivo. In sede di conversione in legge tornerò però a chiedere al governo un impegno concreto contro l`eccesso di divieti e i limiti di velocità irragionevoli. Sono a favore di controlli e severità a tappeto, ma con una segnaletica ragionevole“. Contestazioni da parte del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, durante il consiglio dei ministri. Ferrero ha protestato perché non è ancora stata presa in esame la sua proposta di legge per limitare la pubblicità sugli alcolici, presentata al preconsiglio dei Ministri da oltre un mese. “Nel momento in cui si agisce per istituire strumenti in favore della sicurezza sulle strade, si cede alle pressioni delle lobbies dei produttori di alcolici, perdendo così un`occasione preziosa di intervenire anche sulla prevenzione“ ha accusato. “Rappresenta uno degli strumenti per aumentare la sicurezza sulle strade“: è invece l`opinione di Chiara Moroni, vicepresidente dei deputati di Fi che, però, è contraria a campagne proibizionistiche sugli alcolici. “Non si tratta di realizzare campagne punitive ma di rompere l`identificazione tra consumo e successo personale“, ha replicato Ferrero. “Oggi è stato fatto un ottimo passo in avanti su un tema importante che ha risvolti fondamentali, per esempio, sul controllo nel territorio e sull`aumento della severità della pena per comportamenti pericolosi alla guida. E la totale incompatibilità tra bevande alcoliche e guida“ ha detto invece il ministro dello Sport, Giovanna Melandri. Con un`interrogazione parlamentare il senatore della Lega, Sergio Divina, ha invece commentato lo spot istituzionale che vede, oltre a Prodi, anche altri esponenti politici incitare gli italiani a essere più prudenti al volante. “La voce di Prodi che invita a guidare con prudenza potrebbe mettere seriamente a repentaglio l`incolumità di chi guida e quella degli altri in quanto qualsiasi guidatore, sentendolo parlare, avrebbe non pochi problemi a rimanere sveglio“. “Il governo ha fatto bene: oggi arriva un segnale concreto per tutelare l`incolumità di tutti gli utenti della strada“: così il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Anna Donati (Verdi), Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori, hanno parlato di “ottima notizia e un forte segnale, qualora venga applicato“. Ora, “occorre eliminare l`obbligo dei fari accesi di giorno: costano 70 euro l`anno ad automobilista e non prevengono gli incidenti, avendo anzi l`effetto contrario“. “È inutile aumentare le sanzioni e inasprire le pene se prima non si incrementa la prevenzione con utili strumenti come il Tutor“. Questo il parere del Codacons ma anche l`Adiconsum, pur approvando il decreto, sostiene che si tratti solo del minimo indispensabile rispetto alla gravità della situazione. “Il decreto è a perdere – ha sottolineato – perché non ci saranno i tempi della conversione“.
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