10 Agosto 2007

Prezzi maggiorati ai turisti

“Prezzi maggiorati ai turisti“
L`inchiesta del “Daily Telegraph“ punta il dito su Venezia e la pratica dei listini differenziati
Quotidiano inglese ironizza: “Col dialetto si paga meno“

Due o anche tre listini prezzi diversi per gli italiani, per gli stranieri e per i “foresti“ che comunque stanno simpatici. Così funzionerebbero – secondo il quotidiano britannico Daily Telegraph – molti ristoranti, bar ed esercizi commerciali di Venezia, pronti a presentare ai turisti, soprattutto a quelli arroganti e maleducati, conti da capogiro. Le differenze di prezzo, secondo quanto ha raccontato al giornale Franco Conte del Codacons di Venezia, sarebbero enormi: “Se sei italiano un cappuccino e un croissant costano 3.50 euro. Se parli un`altra lingua 7 euro. Al ristorante una pizza e una bevanda costano tra 20 e 25 euro, forse anche di meno per un veneziano, mentre per i forestieri si sale a 50 o 60 euro“. La stessa Guardia di Finanza – che annuncia l`avvio di controlli a campione sui listini e le ricevute date ai clienti – ammette l`esistenza del problema e incoraggia la gente a denunciare chiunque applichi tariffe gonfiate. Fino ad ora, i turisti che quest`anno hanno denunciato i conti-truffa al bar e al ristorante sono stati 156. Tra questi, racconta Renato Morandina, presidente dell`Azienda di promozione turistica, una coppia di tedeschi ai quali erano stati chiesti 500 euro per un pranzo in Piazza San Marco. “Bisogna dirlo a Venezia esiste una regola per gli italiani ed una per gli stranieri“, avrebbe ammesso Morandina. Dal barista al gondoliere – che confessa di fare “uno sconto particolare alle belle ragazze“ – non una persona in tutta Venezia sembra aver negato al giornalista del Daily Telegraph l`esistenza della pratica dei prezzi gonfiati. E secondo il giornale una tabaccaia ha pure spiegato che, se i turisti si trovano a dover pagare il doppio rispetto ai veneziani, in parte è anche colpa della loro mancanza di buone maniere. Anzichè denunciare le truffe subite quindi, i turisti – suggerisce ironico il quotidiano inglese – farebbero meglio a prendere l`abitudine di salutare, di essere più sorridenti e cortesi e, perchè no, di imparare qualche frase in veneziano. E ne cita alcune. Il Daily riprende comunque una polemica già sollevata pochi mesi fa dal New York Times. Claudio Scarpa, direttore dell`Associazione albergatori di Venezia, commenta: “In città dove il turismo è particolarmente elevato il costo della vita sale. Alcuni ristoranti e bar adottano la politica degli sconti favorendo la clientela e in questo modo anche la residenzialità. Non ci trovo nulla di male, c`è una logica. Questo non vuol dire che il turista paga di più. Diverso è quando un commerciante vede il turista e aumenta il prezzo dei servizi“.

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