9 Agosto 2007

Esposto del Codacons: distributori sotto racket indaghi la Procura

Caro benzina, partono i controlli. La guardia di Finanza per tutta la giornata di ieri ha effettuato accertamenti in tutti i distributori di carburante di Ischia, in seguito a una segnalazione presentata nei mesi scorsi da Domenico Savio. L`esponente del Partito comunista italiano marxista leninista evidenziò nel suo esposto quanto fosse più elevato il costo del carburante rispetto alla media nazionale, e perfino rispetto ai distributori di Napoli e Capri, avanzando l`ipotesi di un cartello ischitano nella fissazione dei prezzi. Altro sospetto: l`ombra della camorra. A lanciare l`allarme è Giuseppe Ursini, presidente Codacons Napoli, che lunedì mattina consegnerà una denuncia alla Procura affinché si faccia chiarezza sul caso Campania. “Ci sono troppe coincidenze, troppe casualità – spiega Ursini – è importante che si indaghi su eventuali responsabilità da parte della malavita organizzata su questo aumento scriteriato del carburante. Vogliamo capire se esiste il pizzo sulla benzina, perché questi valori così uniformi ci lasciano ipotizzare che ci siano le mani della camorra sulle cifre record del carburante“. Un timore che potrebbe aprire nuovi orizzonti e prospettive inquietanti. “Se gli aumenti sono dettati dalle compagnie petrolifere o da qualcun altro – continua il rappresentante Codacons – dovranno chiarirlo le indagini delle forze dell`ordine. Le interconnessioni, se ci sono, le stabiliranno gli inquirenti“. Dai dati in possesso di Codacons, però, pare che le compagnie italiane stabiliscano il loro prezzo in base alle quotazioni di due mercati, mentre in altri Paesi ciò non accade. “È come se per fissare il prezzo di un`automobile, si prendessero come riferimenti per il prezzo medio una Ferrari e una Porsche, senza considerare le utilitarie“, precisa Ursini. Nel frattempo, da ieri i prezzi dei carburanti sul mercato nazionale hanno cominciato a scendere. A rompere il trend è stata Agip che ha abbassato per due volte, nel giro degli ultimi giorni, i propri listini. Ma la Campania continua a indossare la maglia nera con quote da record. A pagarne le spese sono soprattutto le categorie deboli, con i disabili in cima alla lista. “Oltre a sentirci discriminati perché la città continua a non avvalersi di mezzi di trasporto adeguati a chi vive in carrozzella – spiega Luigi Montanaro, consigliere dell`associazione Aias Napoli – dobbiamo pagare lo scotto del rincaro del carburante. La nostra richiesta è che possiamo godere degli stessi benefici di alcune categorie di lavoratori autonomi, ovvero di equiparare il gasolio al prezzo di quello agricolo, oppure che ci venga rimborsato a fine anno sulla base del consumo accertato. In alternativa, potrebbero rilasciarci dei buoni benzina annuali“.

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