Farmaci, gli spot perdono velocità
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fonte:
- Italia Oggi
In vigore dal 18 agosto il decreto del ministero della salute. Il Codacons: provvedimento ottimo.
Stop alle avvertenze compresse contro la pubblicità ingannevole
Spot sui medicinali più chiari per chi si sintonizza alla radio o guarda la tv.
I comunicati promozionali, dal 18 agosto in poi, risulteranno più espliciti e uniformi: le avvertenze sanitarie, in particolare, dovranno essere lette “alla stessa velocità delle altre frasi a carattere pubblicitario e informativo“. Lo prevede un decreto firmato dal ministro della salute, Livia Turco, lo scorso 18 luglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2007. Chi non si atterrà alle nuove regole rischia di pagare dai 2.582 a i 15.493 euro (le sanzioni amministrative già previste per le pubblicità senza licenza). Il decreto, spiega lo stesso ministero in una nota diffusa ieri, vieta la “compressione fonica“ delle avvertenze, per rendere “più comprensibile a tutti proprio quella parte che spesso viene letta troppo in fretta e con toni più bassi“. Obiettivo: una maggiore protezione della salute e un freno alla pubblicità ingannevole, anche nel rispetto delle più recenti norme comunitarie e del maxicodice dei farmaci approvato l`anno scorso (decreto legislativo n. 219/06).A vigilare sull`applicazione della legge saranno i Nas, comando dei carabinieri per la tutela della salute, che in caso di violazioni daranno il via all`iter previsto dal Testo unico delle leggi sanitarie per l`applicazione delle sanzioni (regio decreto 1265/1934).Soddisfatte le associazioni dei consumatori. “Apprezziamo l`intervento del ministro“, ha commentato ieri Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, “perché facilita una scelta consapevole dei cittadino nell`acquisto di prodotti importanti per la cura della salute“. Secondo Moccia, su 100 segnalazioni giunte nell`ultimo anno al Pit salute di Cittadinanzattiva riguardanti danni ed effetti collaterali determinati da farmaci, oltre un terzo (36%) risultano imputabili a informazioni parziali o mancanti a livello pubblicitario.“All`odierno provvedimento“, ha poi aggiunto, “dovrebbero essere affiancate misure per prescrizioni più chiare e leggibili da parte dei medici di famiglia, spesso fonte anche esse di errori o danni“. Un provvedimento “ottimo“ anche per il Codacons: “Si tratta di un decreto fondamentale“, ha dichiarato il responsabile per la sanità dell`associazione, Marco Ramadori, “e suona addirittura un po` banale. Nel senso che bisognava pensarci prima“. Per l`avvocato del Codacons, “l`articolo 32 della Costituzione stabilisce che la salute va tutelata anche in via preventiva. Il che significa che bisogna contemperare gli interessi delle aziende con il superiore interesse pubblico e del consumatore a scegliere consapevolmente“.Di “iniziativa positiva“ ha parlato proprio il mondo delle imprese, attraverso Sergio Daniotti, presidente dell`Anifa, l`Associazione nazionale dell`industria farmaceutica dell`automedicazione. Daniotti ha sottolineato che ci saranno costi aggiuntivi per le aziende, “ma saranno soldi spesi bene. Fermo restando“, ha però precisato, “che lo spot non può diventare foglio illustrativo, con le controindicazioni, le avvertenze e tutto il resto“.Il presidente ha ricordato che il provvedimento era necessario perché “si era arrivati a un livello assurdo, alcune volte con quelle parole tirate via così velocemente si rasentava la comicità“. Con il decreto, visto che spesso gli spazi pubblicitari sono fissi, si tratterà ora “di ridurre il tempo della parte creativa, dello spot vero e proprio“. Opportuno sarà, per Dainotti, evitare di aggiungere avvertenze che inducano il consumatore a non guardare più il foglio illustrativo: “Ora vedremo cosa deciderà per le varie classi di farmaci la Commissione pubblicità, ma il messaggio finale degli spot deve essere sintetico“, ha aggiunto, “e spingere i pazienti a leggere con attenzione il foglio allegato al farmaco“.
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