8 Agosto 2007

Benzina, ora i prezzi calano. Eni taglia altri due centesimi

Benzina, ora i prezzi calano
Eni taglia altri due centesimi
I petrolieri polemizzano con il ministero dello Sviluppo che ribatte: “È in atto una campagna di disinformazione“

RITOCCHI Sulla “benzina d`agosto“ si scoprono gli altarini. All`Eni è bastato un appuntamento al ministero solo annunciato per abbassare i prezzi di listino. Oggi il secondo ribasso di 2 centesimi al litro per la verde e di 1,5 centesimi sul gasolio, dopo quello già effettuato due giorni fa. E non è finita qui. Nella serata di ieri Umberto Carpi, consigliere di Pier Luigi Bersani per le questioni petrolifere, ha sgombrato il campo anche di un`altra “leggenda“: che il problema italiano siano le troppe tasse. È semplicemente falso. Chi addossa gli aumenti alle tasse “fa solo il gioco delle compagnie petrolifere“, spiega Carpi, perché in “Italia il fisco è assolutamente in linea con la media europea“. D`altronde dopo le esternazioni del presidente dell`Antitrust Antonio Catricalà, non dovrebbero esserci dubbi. L`autorità sta completando un`istruttoria per appurare se ci sia un`intesa o uno scambio di informazioni. In ogni caso, secondo quanto Catricalà ha dichiarato ieri al Corriere della Sera, “le compagnie possono fare di più sul fronte dei prezzi“. Sulla supposta (e smentita) questione fiscale interviene anche il sottosegretario alle Finanze Alfiero Grandi. “Come sempre, anziché analizzare i fenomeni e prendere atto che gli aumenti riguardano il cosiddetto prezzo industriale di benzina e gasolio – osserva Grandi – si preferisce da più parti disinformare l`opinione pubblica attribuendo tali aumenti alle imposte che gravano su benzina e gasolio, ed allo Stato il ruolo di speculatore“. Ma a Carpi il ruolo di speculatore non va affatto giù: lo si capisce dal comunicato di fuoco che ha diramato. “Introdurre elementi di tipo demagogico, come stanno facendo alcune associazioni dei consumatori, crea solo confusione – scrive il consulente di Bersani – Ho sottolineato più volte in questi giorni che l`incidenza del fisco sul prezzo dei carburanti in Italia è assolutamente in linea con la media europea. È pertanto fuorviante invocare l`incidenza della voce fiscale rispetto al differenziale con gli altri Paesi europei. Quanto poi alle forze politiche che addossano alla voce fiscale gli attuali aumenti, queste distolgono l`attenzione dai veri responsabili che sono le compagnie petrolifere delle quali, consapevolmente o inconsapevolmente, stanno facendo il gioco“. Insomma, il problema sono le compagnie petrolifere, già ribattezzate le 8 sorelle, e non il carico fiscale su cui già sono nate ricostruzioni “pittoresche“ (così Carpi) visto che il primo utilizzo dell`accise fu il finanziamento della guerra in Abissinia. Al faccia-a-faccia con i petrolieri (fissato per venerdì alle 11) Carpi presenterà i costri industriali e non altri, visto che l`Unione petrolifera già parla di dati truccati e presenta tabelle differenti dal ministero. L`Eni si presenterà con listini già “tagliati“ presso la fitta rete Agip. Da oggi il prezzo della “verde“ è di 1,313 euro al litro al servito e 1,292 al fai-da-te, mentre per il gasolio è di 1,188 euro al servito e 1,167 al self service. Per ora le 7 sorelle non seguono il gluppo leader. Intanto si moltiplicano leproposte di sconti. I gestori della Cisl chiedono che si promuovano gli stessi prezzi per piccoli gestori e grande distribuzione. Il Codacons invita a sbloccare l`apertura di pompe presso i supermercati. Resta sempre sul tavolo la questione fiscale. Già nel decreto energia in Senato si prevede la sterilizzazione sugli aumenti dell`accisa. Sergio D`Antoni annuncia lo stop al doppio aumento dell`accise e dell`Iva.

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