La benzina più cara d`Europa
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. La benzina più cara d`Europa: oltre 7 centesimi in più al litro rispetto ai partner dell`Ue. Quasi 10 cent in più per uno di gasolio. Altro che storie: il caro-pieno italiano c`è, “non è un problema inesistente“. A dirlo è lo stesso presidente del Consiglio, Romano Prodi, che dice di aver toccato con mano il fenomeno nel suo viaggio da Bologna in Toscana dove sta trascorrendo le vacanze. Il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, che da tempo ha aperto un dossier sulle compagnie petrolifere, fa sapere intanto che “le compagnie hanno margini per rendere più efficiente il servizio e ridurre il costo“ dei carburanti. E ricorda di aver già avviato all`inizio di quest`anno un`istruttoria proprio per verificare un possibile cartello fra i petrolieri, sottolineando di essere in attesa di conoscere il giudizio del mercato sugli impegni che le società hanno presentato per ottenere la chiusura del procedimento senza sanzione. Sanzione che ? secondo quanto prevedono le norme ? potrebbe arrivare fino al 10% del fatturato. E così mentre dal ministero dello Sviluppo economico arriva la nuova fotografia sul caro-prezzi che ? numeri alla mano ? vede un pieno di verde per un`auto di medio-alta cilindrata costare quasi 4 euro in più nella Penisola, rispetto all`Eurozona, e uno di gasolio pesare per 5 euro in più sulle tasche degli automobilisti in viaggio in Italia, proseguono le polemiche. Con i consumatori che annunciano uno “sciopero“ bianco dei rifornimenti per Ferragosto, i benzinai che scendono in campo chiedendo di essere convocati all`incontro fissato con le compagnie per venerdì da Bersani sul caro-carburanti. In quell`occasione il consigliere del ministro per le questioni petrolifere, Umberto Carpi, esaminerà con Up e compagnie il divario dei prezzi industriali italiani e le medie europee. Lo scostamento cioè tra i prezzi al netto delle tasse e dei costi di rete che fotografano la politica dell`industria petrolifera. I petrolieri intanto, tornando a rinviare al mittente le accuse di speculazione, spiegano che non è nel periodo dell`esodo la punta dei consumi e parlano di “metodo inattendibile“, commentando i nuovi numeri del ministero. Numeri che mostrano un allarme caro-pieno Italia più preoccupante delle prime anticipazioni. Se, infatti, il differenziale tra i prezzi industriali italiani e quelli europei viaggia sui 5 centesimi per la benzina e 4 per il gasolio, spostando i riflettori sulle colonnine delle pompe ? sui prezzi cioè finali pagati dagli automobilisti ? le cifre salgono. E arrivano a 7,4 centesimi in più per ogni litro di verde nei distributori italiani rispetto alla media Eurolandia e di 9,5 centesimi in più per il diesel. I confronti internazionali sui prezzi al consumo ? tiene a precisare il presidente dell`Up, Pasquale De Vita ? rischiano di creare “confusione“ per i diversi livelli e sistemi di tassazione adottati dai vari Paesi Ue. Ma i consumatori rilanciano: “Il governo dovrebbe intervenire tagliando le unghie alla speculazione e al libero arbitrio delle sette sorelle, fissando per decreto i paletti entro i quali devono avvenire le variazioni, al ribasso o al rialzo del brent acquistato“. Anche perchè “ogni centesimo in più del prezzo delle benzine si traduce in un ricavo di circa 19 milioni di euro per i petrolieri. E ? sottolineano i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti ? solo in queste ultime settimane la variazione in più di circa 5 centesimi del prezzo della benzina ha causato perdite per i cittadini di almeno 3 euro a pieno, circa 1,1 miliardi annui“. I consumatori annunciano così uno sciopero bianco degli automobilisti a Ferragosto, proclamato dal Codacons contro le “speculazioni“ con l`invito a “boicottare, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, quelle marche di benzina che non ridurranno già da ieri il prezzo alla pompa di almeno 3 centesimi al litro“. L`Adiconsum chiede invece di “affrontare il problema in maniera organica e non con misure tampone“. I gestori ? che hanno chiesto ufficialmente di essere convocati al tavolo del 10 al ministero ? si preparano da parte loro a presentare “una piattaforma di possibili interventi, tesi a rimuovere i veri ostacoli al mercato e alla concorrenza, rispetto ai quali ? precisa la Fegica-Cisl, una delle tre sigle di rappresentanza della categoria ? nessuno, finora, ha mostrato la reale intenzione di agire. Interventi che, se attuati, potrebbero rapidamente azzerare il delta con l`Europa“.
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