Benzina: costa 7,4 centesimi più della media europea
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fonte:
- L`Unità
L`impennata dei prezzi alla fine di luglio, prima dell`esodo estivo.
Prodi: il problema esiste
FIAMMATA Si è infiammato in una settimana il prezzo dei carburanti: negli ultimi sette giorni di luglio il divario con l`Europa ha superato i 7 centesimi di euro (+7,4) per la benzina ed ha toccato i 10 centesimi per il gasolio. Questi i numeri del dossier preparato dai tecnici di Pier Luigi Bersani, che incontrerà i petrolieri il 10 agosto. L`Unione petrolifera nega le cifre e smentisce qualsiasi ipotesi di bolla speculativa legata all`esodo estivo. Ma le date (guarda caso proprio l`ultimo week end di luglio) e i dati giocano a sfavore dei petrolieri. Tanto che anche Romano Prodi, dal suo ritiro estivo, interviene nella polemica sul caro-benzina. “Il problema in Italia non è inesistente – dichiara il premier – su questo ho contatti con il ministro Bersani che è persona saggia“. Quanto all`impegno mostrato dall`Eni, che ha già abbassato di 2 centesimi il listino, Prodi è soddisfatto ma non fa salti di gioia. “Mi sembra pochino – dice – ma è meglio di niente. Questo vuol dire però che il problema sollevato non era inesistente“. Ma per venerdì si prospetta una vera guerra di cifre al tavolo con i petrolieri. Ci saranno solo loro: niente gestori, né consumatori, che pure hanno chiesto ieri di partecipare. Il ministero vuole prima capire bene cosa sta succedendo sui listini: dunque, un faccia-a-faccia con i petrolieri. I quali rigettano ogni accusa. I numeri del dossier del ministero, però, non lasciano spazio a molti dubbi. Gli ultimi dati fotografano una corsa del prezzo in Italia più veloce di quello in altri Paesi. Dall`inizio dell`anno l`incremento “nominale“ è stato infatti del 10,66% per la benzina senza piombo contro il +7,9% registrato nell`Europa a 13. Il divario tra i prezzi medi nella Penisola e quelli medi Ue si attesta così ai massimi dall`inizio dell`anno. Sul prezzo industriale il divario si ferma a circa 5 centesimi, mentre quello alla pompa è svettato a oltre 7 centesimi nel bel mezzo dell`estate. Rispetto a tre mesi fa c`è un balzo di 5 centesimi, visto che a maggio il differenziale non superava i 2 centesimi. Con un prezzo medio “alla pompa“ di 1,349 euro al litro l`Italia non solo sorpassa di 0,074 euro al litro la media di Eurolandia (1,275) ma si pone a 5,5 centesimi in più della media dell`intera Europa a 25 (1,294 euro-litro). Sul fronte del gasolio che vede nella Penisola un`auto diesel su tre, invece, il “divario“ arriva a 0,095 euro al litro nei confronti dell`Eurozona: 1,173 euro il prezzo Italia contro 1,078 medio in Eurolandia. Prezzo nettamente più alto, 6,4 centesimi in più, anche nei confronti dell`intera Europa che mostra un prezzo medio di 1,109 euro a litro. Quanto alla polemica sull`eccessivo carico fiscale che peserebbe sui prezzi italiani, non regge al confronto internazionale. L`accise italiana, infatti, è allineata al prelievo degli altri Paesi europei. In Germania, in Olanda, in Gran Bretagna e in Svezia il prelievo è anche maggiore di quello italiano, ma nel Paese scandinavo nonostante un fisco più pesante si riesce a mantenere un prezzo più basso alla pompa. Bisognerà aspettare il 10 agosto per conoscere l`esito del confronto. Nel frattempo però è già divampata la polemica politica. Secondo Federconsumatori e Adusbef i cittadini perdono circa 3 euro per ogni pieno a causa della speculazione dei petrolieri. In un anno ogni famiglia pagherebbe tra i 150 e i 200 euro in più per questa “ricorrente speculazione – dichiarano le associazioni – che da almeno 5 anni si concretizza e raggiunge il massimo apicale proprio durante gli esodi estivi, invernali, natalizi e pasquali“. Adusbef e Federconsumatori chiedono l`intervento degli organismi di controllo (Antitrust e se il caso anche Procure della Repubblica) su questi “coincidenti, concordanti e sincronici aumenti da parte di tutte le compagnie operanti in Italia“. Il Codacons dal canto suo ha proclamato una giornata di sciopero bianco per il prossimo ferragosto: i cittadini sono invitati ad evitare l`uso delle automobili e a limitare i consumi di carburante come forma di “boicottaggio delle compagnie petrolifere che non ridurranno subito il prezzo alla pompa di almeno 3 cent di euro al litro“.
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