Il ministero per lo Sviluppo economico ha convocato per il 10 agosto i petrolieri
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fonte:
- l`Adige
Il ministero per lo Sviluppo economico ha convocato per il 10 agosto i petrolieri, per esaminare il nodo del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia e la media dei paesi Ue. “Il ministero segue con attenzione l`andamento dei prezzi e deve constatare che la forbice con la media Ue, dopo una fase di contrazione, è tornata ad aumentare in maniera preoccupante“, spiega in una nota, il consigliere per le questioni petrolifere del ministro Bersani, Umberto Carpi. I milioni di turisti, italiani e stranieri, che stanno percorrendo in questi giorni la penisola per raggiungere le località delle vacanze devono infatti fare i conti con un costo dei carburanti tra i più alti d`Europa. Le colonnine dei benzinai italiani sono tornate infatti a segnare i prezzi tra i più alti di Eurolandia, attestandosi al terzo posto nella classifica del caro-pieno per la benzina e al top assoluto per il gasolio. E mentre i listini delle compagnie rischiano di registrare nuovi aumenti – complice la nuova fiammata delle quotazioni internazionali che nei giorni scorsi hanno toccato un nuovo record storico sfiorando i 79 dollari al barile – il divario tra i prezzi italiani e quelli dei partner comunitari sale. E si attesta ai massimi di quest`anno: oltre cinque centesimi in più al litro sia rispetto alla media euro, sia nei confronti di quella dell`Europa a 25. Secondo gli stessi dati, infatti, la penisola è sul podio di eurolandia sul fronte caro-pieno per la benzina: con una media, fotografata lunedì scorso dal ministero, di 1,349 euro al litro, il prezzo italiano è al terzo posto. Preceduto solo dall`Olanda (1,370) e dal Portogallo (1,363). Primato assoluto, invece, sul fronte del diesel: un litro di gasolio costa nei distributori italiani in media 1,173 euro al litro. Il prezzo cioè più caro dell`Europa dell`unione monetaria, seguito dagli 1,139 euro della Germania. Anche per il gasolio il divario con la media europea è notevole: 0,040 euro al litro. Si tratta di uno dei livelli di “differenziale“ più elevato dall`inizio dell`anno. Tuttavia la decisione del ministero non è stata gradita da tutti. Le associazioni dei consumatori hanno reagito duramente: “Se il governo vuol dimostrare di essere veramente dalla parte dei consumatori e non dei petrolieri emani immediatamente un decreto legge con il quale congela l`aumento delle accise e dell`iva e restituisce quanto incassato in più a tale titolo negli ultimi due anni agli automobilisti. Degli incontri con i petrolieri i consumatori italiani non se ne fanno proprio nulla“. Il presidente dell`associazione di consumatori Codacons, Carlo Rienzi, usa la sciabola per commentare la convocazione delle società petrolifere, da parte del ministero dello Sviluppo economico. Per il Codacons, sostiene Rienzi, “la moral suasion nei confronti di chi specula sulle vacanze e puntualmente su tutti gli esodi degli italiani non ha mai funzionato. Il governo non può adottare misure efficaci perché guadagna dall`aumento della benzina e del gasolio e fa cassa grazie all`iva e alle accise“.
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