Pubblicità, nasce il decalogo per la difesa dei consumatori
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fonte:
- Libertà
Pubblicità, nasce il decalogo per la difesa dei consumatori
roma – Molto presto la vita di noi poveri cittadini-consumatori potrebbe diventare decisamente più tranquilla. Niente più l`ansia di rispondere la telefono con la paura che dall`altra parte del filo ci sia uno sconosciuto deciso a venderci qualcosa. Basta con le e-mail che ci invadono di pubblicità indesiderate e anche con la vecchia cassetta della posta che trabocca di foglietti, volantini e depliant che mai e poi mai ci saremmo sognati di chiedere. E basta anche con il pressing al quale, quasi ogni giorno, venditori molesti ci sottopongono pur di convincerci ad acquistare un oggetto di cui nessuno, né noi né i nostri familiari, ha bisogno. Non sarà la svolta della nostra vita, ma di certo è un piccolo-grande cambiamento che si spera renderà meno assillante il nostro rapporto con il mondo delle merci. Artefici di questa novità sono due decreti legislativi approvati ieri dal Consiglio dei ministri e con i quali l`Italia recepisce la direttiva europea a tutela dei consumatori che mette un freno agli abusi dei pubblicitari garantendo contemporaneamente una maggiore sicurezza negli acquisti. La nuove norme entreranno in vigore in tutta l`Unione europea entro il prossimo 12 dicembre e, tra le altre cose, affidano anche maggiori poteri all`Antitrust per contrastare le aziende inadempienti. “Oggi l`Italia ha fatto altri passi avanti nella tutela dei consumatori“, ha commentato soddisfatti il ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani. I due decreti approvati ieri regolano i rapporti tra le imprese e i consumatori e le stesse imprese. Il più importante dei due, quello che ci tocca più da vicino, è il primo. La novità principale riguarda il fatti che i comportamenti considerati scorretti, e quindi sanzionabili, non riguardano più solo i messaggi pubblicitari considerati ingannevoli o la pubblicità comparativa, ma investono “qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale“, compresa la pubblicità e il marketing, “tale da alterare in misura apprezzabile la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole, inducendolo a assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso“. Il legislatore si è preso anche la briga di redigere una “lista nera dei comportamenti considerati scorretti e comprendenti una decina di azioni che in futuro non dovremo più sopportare. Come effettuare, negli orari più strani, telefonate che esortano a fare un determinato acquisto, oppure inviare mail commerciali, ma anche fare pressing psicologico sul consumatore, dandogli l`impressione di poter andare via senza prima aver comprato un acquisto. Tutti comportamenti sanzionabili e in modo ancora più severo rispetto a quanto accade oggi. Il Governo ha infatti affidato all`Antitrust maggiori poteri in modo da poter intervenire con maggiore efficacia contro “abusi, inganni, se non addirittura raggiri truffaldini“. Il secondo provvedimento disciplina invece la pubblicità ingannevole e comparativa nei rapporti tra professionisti. Divise nel giudizio sui due decreti del governo le associazioni dei consumatori. Mentre infatti per il Movimento difesa del cittadino la decisione del consiglio dei ministri colma “una grave lacuna“, il Codacons ha giudicato “tardivi“ i due provvedimenti, mentre Adusbef e Federconsumatori temono che tutto si risolva solo “in buone intenzioni non suffragate dai fatti“.
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