Il “carorata“ prima causa di ricorso
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Il “carorata“ prima causa di ricorso
Indebitarsi per periodi lunghi? La risposta delle associazioni dei consumatori è sì, ma solo se è indispensabile e senza superare i 30 anni. “Attualmente, con i prezzi stellari degli immobili, sono in pochi a potersi permettere la rata mensile di un mutuo a 20 anni – spiega Fabio Picciolini, segretario generale di Adiconsum – Per una famiglia giovane di impiegati o di operai pagare 1.050 euro di rata (prevista per un mutuo da 150mila euro di durata ventennale con un tasso fisso al 5,5%) diventa impossibile“. Se si prende a riferimento invece un analogo prestito con durata 30 anni la rata scende a 850 euro, ma l`aumento della durata fa raddoppiare l`esborso complessivo rispetto al prestito iniziale: si arriva infatti a quota 306.000 euro. I prestiti di più lungo periodo vanno invece evitati: a parità di prestito, 150mila euro, un mutuo a 40 anni, che generalmente prevede tassi fissi maggiori, si traduce in un esborso complessivo di 371mila euro (superiore di 65mila al trentennale) e con una rata di 775 euro, con un risparmio mensile di modeste dimensioni (circa 75 euro). Picciolini avvisa che è meglio non spingersi oltre il periodo di attività lavorativa. Per quanto riguarda il contenzioso sui mutui, le associazioni dei consumatori spiegano come la maggioranza delle controversie è concentrata sull`aumento delle rate. Ora inizia a pesare anche l`applicazione della legge Bersani bis. Il contenzioso sulle mancate liberalizzazioni nel settore bancario sta aumentando. Secondo i dati raccolti da Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc sono giunti da inizio primavera alle associazioni già 3.376 reclami, di cui 2.507 sulla portabilità, 522 sulla cancellazione dell`ipoteca e 347 sull`erliminazione delle penali di estinzione anticipata. Le stesse problematiche sull`applicazione dei tassi sono segnalate anche dall`Ombudsman bancario, organismo che dirime le liti tra banche e clienti che non hanno trovato soluzione in prima istanza tramite l`ufficio reclami. Dei 3.680 ricorsi definiti nel 2006 solo il 10% riguardava i mutui e i finanziamenti, si tratta della percentuale più bassa insieme agli assegni bancari. “Nelle ultime sedute abbiamo visto casi di reclami proprio sui tassi applicati – spiega Sergio Bianconi, segretario dell`Ombudsman – Sovente, in attesa dell`erogazione del mutuo, gli istituti fanno delle anticipazioni, generalmente a un tasso maggiorato rispetto alle condizioni previste per il mutuo vero e proprio, si arriva anche all`8-9% e quindi i ricorsi vengono effettuati più che altro per verificare se l`operato della banca sia stato corretto“. In passato poi non sono mancati reclami sui tempi della cancellazione dell`ipoteca, ma in questo caso i ritardi dipendono dalle conservatorie. Gli effetti della parziale applicazione della Bersani, con tutte i problemi del caso, non si sono invece ancora percepiti sull`attività del Giurì che opera in secondo grado.
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