Banche, la denuncia dei consumatori “Hanno ignorato il decreto Bersani“
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fonte:
- Kataweb news
ROMA – “Stiamo aspettando i nuovi regolamenti“, “La legge è di dubbia interpretazione“, “Non abbiamo aggiornato il software“: sono tra le più comuni giustificazioni che si sono sentiti opporre negli ultimi mesi gli utenti che chiedevano alle proprie banche l`applicazione del decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Dal giugno 2006 a oggi al Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc sono arrivate 14.711 denunce degli iscritti per mancata applicazione della norma sulla “simmetria dei tassi“. Negli ultimi tre mesi le stesse associazioni dei consumatori hanno ricevuto oltre 2.500 denunce per la mancata applicazione della norma sulla portabilità dei mutui, 522 per la mancata applicazione della norma sulla cancellazione gratuita delle ipoteche e 347 per l`indebita applicazione della penale sull`estinzione anticipata dei mutui. Solo per la mancata applicazione della norma sulla simmetria dei tassi, che prevede che le banche modifichino contestualmente i tassi attivi e passivi, quando si adeguano alle variazioni del tasso ufficiale di sconto, calcolano le associazioni dei consumatori, “le banche hanno ottenuto indebitamente 5,3 miliardi di euro“, corrispondenti a circa 500 euro per famiglia. La denuncia delle associazioni dei consumatori arriva del resto a nemmeno un mese da quella del presidente dell`Antitrust Antonio Catricalà, che nella sua relazione presentata il 26 giugno aveva affermato che sul terreno delle liberalizzazioni si registra “con preoccupazione una fase di stallo“. E, sulle banche in particolare, lo stesso Catricalà ha denunciato alcuni giorni fa come anche a lui sia stata chiesta per l`estinzione di un mutuo “una penale più alta di quella stabilita dagli accordi tra Abi e consumatori“. L`Associazione Bancaria Italiana non ha direttamente replicato al dossier presentato oggi dalle associazioni dei consumatori. Tuttavia, nell`ambito del rapporto di previsione 2007-2009 presentato stamane a Roma, il responsabile centro Studi e Ricerche Abi Gianfranco Torriero ha sottolineato come “lo spread (il differenziale, ndr) tra tassi attivi e passivi sui conti correnti in Italia è tra i più bassi dell`area euro, solo l`Olanda è in controtendenza)“ e che “l`evoluzione dello spread italiano è in controtendenza rispetto agli altri Paesi“. Una situazione che dovrebbe rimanere stabile, secondo l`Abi, anche nei prossimi due anni: “Valutiamo che lo spread tra tassi medi sugli impieghi e sui depositi – si legge nel rapporto dell`Abi – resterà immutato in tutto il triennio 2007-2009“.
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