È di nuovo scontro sul caro banche
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fonte:
- Miaeconomia.it
Le banche italiane non si sono adeguate alle regole sulle liberalizzazioni. Così a un anno dall`emanazione del primo decreto Bersani grazie all`asimmetria dei tassi gli istituti di credito hanno realizzato un guadagno indebito di 5,3 miliardi di euro a fronte di un aggravio annuo da parte dei consumatori calcolato intorno ai 500 euro a famiglia. È questa l`ennesima stoccata lanciate dalle quattro associazioni dell`Intesa consumatori, Codacons, Adusbef, Federconsumaotri e Adoc, in occasione della presentazione dello studio “Usi e abusi bancari: i consumatori dichiarano guerra agli istituti di credito“. Le associazioni segnalano di aver presentato alla procura della Repubblica ben 104 esposti per truffa e appropriazione indebita. Numeri alla mano, a partire da giugno 2006, sono stati più di 18mila i reclami ricevuti dalle associazioni dei consumatori in merito alla mancata applicazione delle liberalizzazioni nel settore bancario. Sono stati 14.711 i reclami sul mancato rispetto delle norme sulla simmetria dei tassi di interesse, 2.507 quelli relativi alle regole sulla portabilità dei mutui, 522 hanno riguardato la cancellazione dell`ipoteca, 347 la penale sui mutui. A far parlare le associazioni dei consumatori di “cartello tra banche“ è in particolare l`asimmetria tra tassi di interessi attivi e passivi applicata dagli istituti di credito italiani, circostanza che configurerebbe una violazione dell`articolo 10 del decreto Bersani. In un anno – si legge nel rapporto – la Banca centrale europea ha effettuato cinque aumenti del costo del denaro. Le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali, fidi e finanziamenti con una stangata di 170 euro al mese su un modesto mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi come conti correnti e libretti di risparmio. Ritocchi all`insù a discapito delle tasche dei consumatori che non sono sfuggiti neanche al Governatore di Bankitalia Draghi e al ministro dell`Economia Tommaso Padoa Schioppa, i quali nelle scorse settimane hanno rilevato che i costi delle banche e dei tassi sono tra i più alti d`Europa. Ma il presidente dell`Associazione bancaria italiana, Corrado Faissola, respinge con forza queste accuse, secondo cui il sistema bancario avrebbe lucrato 5,3 miliardi di euro disapplicando le norme sulla simmetria dei tassi. “Ci siamo trovati di fronte a dati non inquadrati in un discorso analitico e verificabile di cui non abbiamo capito bene il contenuto effettivo“, afferma il numero uno di Palazzo Altieri. In particolare, osserva Faissola, per quanto riguardo i mutui l`analisi dei consumatori tiene conto soltanto dell`aumento dei tassi legato alle decisioni della Bce e non del contestuale maggior costo della raccolta a carico delle banche. Mentre “sui conti correnti – osserva – il discorso è annoso“. L`Abi ritiene infatti che il sistema bancario abbia applicato le norme correttamente e che eventuali eccezioni riguardino singoli operatori e non il sistema nel suo complesso.
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