“Siamo stufi di degrado e rumore“
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Street bar, i cittadini attaccano il Comune: non ci ha saputo tutelare
“Il Comune di Ferrara non protegge i cittadini che abitano nel centro storico“. I rappresentanti del comitato “Stop al degrado e al rumore a Ferrara“ partono ancora una volta all`attacco dell`amministrazione comunale e se la prendono, in particolare, con gli assessori all`Urbanistica, Raffaele Atti, e alle Attività Economiche, Aldo Modonesi. Il primo, a loro avviso, è reo di voler inserire il centro storico nella Zona 4 del Psc (il livello 4 prevede un intenso passaggio veicolare, un`alta densità di popolazione e una elevata presenza di attività commerciali). All`assessore Modonesi, invece, il comitato imputa di non voler emanare specifiche e serie norme comunali contro l`inquinamento acustico. “Inserire il centro storico nella Zona 4 del progetto di zonizzazione del Psc – afferma la presidente del comitato, Bertilla Mazzanti -, significa condannare i cittadini alla presenza di rumori elevati a tutte le ore del giorno. Noi chiediamo ad Atti in base a quali presupposti ha operato questa scelta che, di fatto, renderà il centro storico una zona del tutto invivibile“. Contro Modonesi, invece, le accuse di Bertilla Mazzanti sono ancora più dure: “Il regolamento dell`assessore alle Attività Economiche – accusa – non ha alcun senso perchè in molti dispositivi egli rimanda alla normativa anti- inquinamento acustico che in realtà non esiste. C`è una legge dello stato, la 447 del 95, c`è quella regionale n.15 del 2001, ma il Comune di Ferrara è l`unico capoluogo di provincia di tutta l`Emilia Romagna che non ha ancora dato vita a delle regole comunali che attuino le indicazioni nazionali e regionali in materia. Agli street bar si vuole concedere l`opportunità di proporre musica dal vivo in maniera “anarchica“ senza delle norme adeguate e senza predisporre le strutture dei locali al fine di non produrre eccessivo rumore all`esterno“. La presidente va poi all`attacco degli orari di chiusura proposti da Modonesi: “Si vuole stabilire l`una come orario di chiusura, con deroga fino alle due nel caso in cui: l`esercizio pulisca la zona circostante al locale, crei dei deterrenti verso i propri avventori per indurli a non fare rumore e auto-certifichi il fatto che il loro pub o street-bar non produce inquinamento acustico. In pratica, basta che il gestore dichiari che il proprio locale non fa rumore e l`orario di chiusura viene esteso alle due di notte: tutto ciò è ridicolo. Gli orari devono variare a seconda del luogo in cui si trova il locale perchè in centro non si può produrre tanto rumore quanto in periferia. Abbiamo già inviato una lettera a tutti i capigruppo consiliari del Comune – conclude Bertilla Mazzanti – e alcuni hanno dimostrato molta attenzione alle nostre richieste, poi ci siamo rivolti in particolare ai Verdi di Ferrara perchè anche quello acustico è un inquinamento da combattere ma questi non ci hanno nemmeno degnato di una risposta“. Giulio Melloni, membro del consiglio del Comitato, pone in primo piano le conseguenze indirette che il rumore notturno prodotto dagli avventori degli street bar può provocare: “Alcuni soggetti si ubriacano e urlano o guidano in maniera scriteriata per tutta la notte. Questa gente è un pericolo sia per l`incolumità dei passanti che per la salute dei cittadini. Un giorno, dopo una notte insonne a causa dei rumori di uno street-bar, per poco non uccidevo un mio collega con una manovra errata del macchinario che stavo usando sul posto di lavoro. Non dormire la notte per colpa di questi locali può produrre conseguenze che vanno al di là del malessere personale“. Il comitato “Stop al degrado e al rumore a Ferrara“ conta circa 800 aderenti e dopo una prima adesione al Codacons si è recentemente riorganizzato come associazione autonoma dotata di statuto e difesa dall`avvocato Sorgatto.
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