Il “vaffa“ non è più un reato
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Il “vaffa…“ non è più un reato. O meglio, mandare a quel paese una persona non è più un`offesa. Anzi, fa parte ormai del linguaggio comune. Lo stabilisce la Corte di Cassazione che ha assolto un consigliere comunale di Giulianova (Teramo) dall` accusa di ingiuria perchè aveva mandato a quel paese il vicesindaco durante un consiglio comunale. La V Sezione Penale della Cassazione ha ribaltato così la sentenza del Tribunale d`Appello de l`Aquila affermando che vi sono “talune parole ed anche frasi che, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune ed hanno perso il loro carattere offensivo“. Non tutti però plaudono. Il Codacons, l`associazione a tutela dei cittadini, non apprezza la decisione della Corte di Cassazione. “Una sentenza sbagliata – è il commento del presidente Carlo Rienzi – perché lascia credere che alcuni termini o parolacce possano non costituire un insulto o una ingiuria per il semplice fatto che vengono utilizzate sempre più spesso nel linguaggio comune“. Secondo l`associazione dei consumatori la sentenza rischia inoltre di “avallare un linguaggio sempre più volgare e livellato verso il basso“. Il timore è che ora tutti si sentano più liberi di mandare pubblicamente “affan…“ senza temere denunce e querele.
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Tags: Carlo Rienzi, Cassazione, giulianova, ingiuria, l'aquila, linguaggio, offesa, tribunale d`appello, vaffa, volgare
