Il Codacons: spesso si dicono operatori Enel, Acea o Italgas
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fonte:
- Il Tempo
«LE PIÙ grosse truffe ce le rifilano i gestori telefonici. Ci chiamano gli operatori e ci dicono che possiamo usufruire di nuove promozioni che ci faranno risparmiare. A parole però. Perché le bollette non corrispondono mai alle cifre che quelli del call center ci prospettano quando chiamano all`apparecchio di casa». A parlare è il presidente del Centro anziani “Largo Spartaco“. Lui, come i tanti altri anziani del Circolo, non ha dubbi: «Queste compagnie se ne approfittano troppo della nostra buona fede». «Ci spediscono a casa dei contratti lunghissimi, scritti piccoli piccoli, che comprendono delle spese che al telefono non ci vengono comunicate» aggiunge un simpatico pensionato che tutti i pomeriggi, alle 19.30, è al Centro pronto per ballare. «Mio marito è un gran “bonaccione“ – dice una signora – e così ha accettato una promozione al telefono. Ci hanno mandato un kit che noi neanche sappiamo a che serve. Mica ti puoi fidare di quello che ti vendono al telefono». Di inganni più seri, però, a “Largo Spartaco“ non parla nessuno. Ma non perché non accadano. «Purtroppo molte persone si vergognano di dire che sono state raggirate – dichiara il presidente del Centro. Ma di truffe, in giro, ne avvengono davvero tante. Se ne sentono tante. E non perché i diretti interessati le raccontano ma perché chi ne è testimone o le viene a sapere poi le dice». Alberto Adamo, avvocato Codacons, conferma che, il fenomeno degli imbrogli ai danni degli anziani, a Roma come in tutta Italia, è in costante aumento: «In assoluto, la truffa più frequente, è quella di finti operatori Enel, Acea o Italgas che, con la scusa di controllare i contatori, s`introducono negli appartamenti degli anziani o per derubarli o per fargli firmare dei carteggi che in realtà li impegnano all`acquisto di costosissimi beni o servizi». Ma alle porte dei nostri nonni possono anche presentarsi, con il pretesto di notificare degli atti, dei sedicenti poliziotti o carabinieri (ovviamente con tanto di divisa) o dei falsi funzionari Inps ed Inpdap che, con la storia di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva delle persone, chiedono informazioni sui conti bancari, fotocopie di documenti e l`apposizione della firma su appositi carteggi. «Con firme autentiche e fotocopie di documenti – spiega Adamo – i truffatori possono anche intervenire sui conti correnti dei malcapitati anziani, fingendo di possedere una procura legale. Il guaio è che poi, giuridicamente, se la firma è autentica, la banca non risponde dei prelevamenti effettuati e quindi, in questi casi, ci si muove con denunce verso ignoti che raramente portano a dei risultati». Pure la Confesercenti provinciale di Roma si dice allarmata: il fenomeno delle truffe agli anziani sta diventando sempre più preoccupante. «Siamo arrivati al punto che, l`estorsione sia di soldi che di firme di contratti di compravendita viene messa in atto anche da finti volontari di associazioni, dietro la scusa di donazioni benefiche» dice Walter Giammaria, segretario generale Confesercenti provinciale di Roma. Ci sono addirittura dei furbi truffatori che, fingendosi dei vecchi conoscenti, bussano alle porte di signori un po? attempati e annunciano vincite o progetti d`investimento dai “miracolosi“ guadagni; anche in questi casi vengono fatte firmare carte che in realtà celano una compravendita. «Molto spesso – confessa l`avvocato Codacons – pure dei veri operatori bancari piazzano dei titoli ad alto rischio (che utenti medi non acquisterebbero mai per la loro pericolosità) ad anziani. Oppure, sempre rimanendo nell`ambito degli istituti di credito, fuori dalle banche o dagli uffici postali si possono appostare dei finti funzionari, con falsi tesserini d`identificazione, che fermano le persone che hanno appena ritirato la pensione, magari con la scusa che le banconote sono uscite segnate, e sostituiscono i soldi veri con banconote false». Con l`estate il rischio truffa per gli anziani aumenta vertiginosamente. Questo soprattutto per via di un fattore psicologico: i figli, i nipoti sono fuori città e di conseguenza, più volentieri, gli over 70 si lasciano andare a delle piacevoli chiacchierate con sconosciuti che incontrano per strada, o fuori dalla porta della loro abitazione. La polizia ha rafforzato i suoi servizi di prevenzione per aiutare gli anziani a non cadere nelle trappole degli impostori e ha realizzato opuscoli informativi e pagine web con consigli utili per difendersi dai frodatori. Anche la Provincia di Roma ha distribuito in 303 centri anziani e nelle parrocchie la guida “La mia giungla: come sopravvivere alle insidie della giungla metropolitana“, un vademecum per tutelarsi in diverse situazioni di pericolo. Tra i vari avvertimenti contenuti in questi opuscoli, vengono suggeriti i seguenti accorgimenti: controllare sempre dallo spioncino, non fare entrare persone estranee in casa, diffidare da presunti funzionari pubblici, mai dare soldi agli sconosciuti, evitare luoghi troppo isolati. «Anche andare sempre nei negozi di fiducia può essere un buon metodo per arginare le truffe – aggiunge Giammaria. Capita frequentemente che, per piccole commissioni, gli anziani chiamino commercianti al dettaglio, che operano nei dintorni, con i quali hanno instaurato dei buoni rapporti di amicizia. Questo evita che sconosciuti eccessivamente gentili (o eccessivamente furbi) si offrano di accompagnare a casa chi è troppo avanti con l`età per portare buste della spesa un po? troppo pesanti. Anche per bloccare questo tipo di situazioni, noi della Confesercenti abbiamo aderito all`iniziativa del Comune di Roma “Nonna Amica“, un servizio per cui gli over 70enni possono ricevere gratuitamente la spesa a domicilio. Una cosa che ci tengo a sottolineare – conclude l`avvocato Codacons – è di non vergognarsi mai di essere stati raggirati e di denunciare sempre e subito gli imbrogli al commissariato di zona: prima ci si rivolge alle autorità competenti e più è alta la possibilità di prendere i truffatori».
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