12 Luglio 2007

“Senza luce né acqua calda da due anni“

Intervento dell`associazione a tutela di una famiglia senza mezzi che abita nel quartiere San Rocco
“Senza luce né acqua calda da due anni“


Vivevano senza luce e senza acqua calda da più di due anni. Una famiglia disagiata di Udine è stata `salvata` grazie all`intervento del Codacons e della Croce rossa che hanno sanato gli arretrati delle bollette, permettendo così il ripristino delle forniture. Adesso, la famiglia friulana si è spostata sotto un altro tetto dell`Ater, visto che l`alloggio in cui si trovavano da decenni, in zona San Rocco, era diventato praticamente invivibile, al punto che l`Ater chiuderà quella casa poiché inutilizzabile.A puntare il dito contro situazioni come queste, che “dovrebbero essere il pane quotidiano dei Servizi sociali“, è il presidente regionale dell`associazione a difesa dei consumatori, l`avvocato Vitto Claut: “Come mai – ci chiediamo – i servizi sociali non si sono interessati di questo caso?“. La vicenda è venuta alla luce attraverso la segnalazione del responsabile Codacons di Fagagna che ha allertato Cristina Obran, responsabile regionale Caf-Codacons. “Non sono andati a vedere di persona quali fossero i problemi oggettivi dentro quella casa“, attacca Obran. Soltanto grazie all`umanità dimostrata dalle persone che hanno fatto colletta, attivati dall`associazione e dalla Croce rossa, si è potuto superare il disagio.Una domanda su tutte interessa l`associazione: “Crediamo che compito dei servizi sociali sia monitorare le situazioni a rischio e fare in modo che non si arrivi agli estremi“, si legge nella nota diramata. Le peripezie, però, non si sono concluse con il saldo delle bollette non pagate. Il nuovo capitolo – anche questo risolto grazie al Codacons – si è aperto non appena l`Ater ha apprestato un nuovo tetto. Pareva che, per problemi di domiciliazione, l`Enel non potesse attivare il nuovo contratto. “Anche questo nodo ce lo siamo accollati noi“, fanno sapere i volontari.La prossima battaglia sociale dell`associazione sarà rivolta a controllare e sorvegliare il trattamento riservato ai barboni di notte che dormono in vari punti della città. “Le istituzioni che cosa fanno? “, si chiede retoricamente il Codacons.

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