13 Luglio 2007

Credo nella censura, dopotutto ne ho ricavato una fortuna

ROMA – “Credo nella censura, dopotutto ne ho ricavato una fortuna“, diceva un tempo Mae West. E aveva ragione, perché non sono pochi i film che devono il loro successo alle polemiche sui divieti ai minori. Ma a discapito di chi? Del buon gusto (qualche volta) e dei minori (spesso). Ed per tutelare i più piccoli infatti che oggi verrà presentato al Consiglio dei Ministri il decreto di legge che di fatto abolisce il sistema della censura, spostando l`attenzione sulla necessità di proteggere bambini e aiutare le famiglie nella scelta dei film. Ne aveva già parlato in gennaio il ministro della Cultura Francesco Rutelli, a proposito di Apocalypto di Mel Gibson. Nel film, che racconta il declino dell`impero dei Maya, ci sono diverse scene violente, sacrifici umani come se piovesse e battaglie cruente. Per questo l`8 gennaio la Seconda sezione del Tar del Lazio, accogliendo la richiesta di misure cautelari provvisorie da parte del Codacons, ha vietato “provvisoriamente“ la visione del film ai minori di 14 anni. In Italia, d`altronde, le possibilità di divieto sono solo due: ai minori di 14 e di 18. Per questo uno dei punti chiave del nuovo decreto di legge è l`introduzione di una categoria di film vietati ai minori di 10 anni. In pratica il provvedimento, intitolato “Norme a tutela dei minori nella visione di film e videogiochi“, rivoluziona la vecchia censura, inserendo un nuovo sistema che ricorda quello americano. Un sistema in base al quale sono direttamente produttori e distributori ad autocertificare il loro film, proponendo un`eventuale divieto. Ci sarà naturalmente una verifica fatta dall`amministrazione: per i primi due anni su tutti i film, poi a campione o su richiesta. Fra le novità, si segnala una nuova Commissione articolata in tre sezioni, composta anche da magistrati che si occupano di bambini e da psicologi dell`età evolutiva. Quanto al criterio per la classificazione, nel disegno di legge viene chiesta attenzione al contesto narrativo generale, ma soprattutto ai possibili comportamenti emulativi, in rapporto all`età degli spettatori. Parliamo di attenzione a linguaggio, violenza, pornografia, uso di sostanze stupefacenti, condotte criminali, certo. Ma senza dimenticare discriminazioni, disabilità e maltrattamenti agli animali. Relativamente poco tempo fa (era il 1998) ci fu un caso di divieto totale: si trattava di Totò che visse due volte di Ciprì e Maresco. Dopo essere passato al Festival di Berlino, il film fu bocciato dalla Commissione censura. Riunita presso il dipartimento Spettacolo della presidenza del Consiglio, la commissione parlò di insulti alla religione cattolica e stabilì che nessuno doveva vedere il film. Non era questione di tagli di alcune scene o di imporre limiti alla visione per i minori di 14 o di 18 anni: per la commissione, quel film, era vietato e basta. L`impresa fallì e Totò che visse due volte uscì nelle sale ma, dopo l`attacco della Chiesa, non furono molti i cinema disposti a programmarlo. Perché, nonostante quello che sosteneva Mae West, la censura può essere anche molto dannosa.

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