RIVOLTA ANTI-PEDAGGIO
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fonte:
- Libero
Cosa fatta capo ha. E così tra i partecipanti al vertice della Cdl col sindaco Letizia Moratti e l`assessore alla mobilità Edoardo Croci che ha dato il via libera al pedaggio nel centro di Milano quasi tutti tentano di non far apparire indigesto il provvedimento. Mentre, com`è naturale, il resto del mondo, quella parte almeno per cui la scelta di Palazzo Marino ha qualche significato, è di tutt`altro avviso. LA CDL A PALAZZO An non era certo nelle condizioni di alzare troppo la voce fresca com`è della pace fatta col sindaco e il resto della Cdl che ha concluso il grande freddo seguito al mancato voto dei suoi 3 assessori in giunta sulla megafusione aziendale Amsa-Aem e Asm Brescia. Così rivendica di aver ottenuto ascolto in merito e al “potenziamento dei mezzi pubblici, non solo nella Ztl, in concomitanza con l`adozione della pollution charge“ e “alla destinazione dei proventi della misura a un ulteriore potenziamento dei mezzi pubblici e al rinnovo del parco caldaie in città“. L`Udc fa eco: “Consideriamo quello discusso oggi un contributo di scopo al servizio del trasporto pubblico e delle infrastrutture“, mentre la Lega attende che Croci attui quel minimo di mobilità necessario a presentarsi al quartier generale padano in via Bellerio per assicurare nuovamente che “non ci sarà nessuna penalizzazione per i milanesi“. Enfatizzati “il confronto coi cittadini, la possibilità di abbonamenti, le esenzioni per alcune categorie e d`altro lato il pontenziamento pubblico“ da parte di chi, Giulio Gallera, è capogruppo in Comune di un partito, FI, che fa della lotta al prelievo da parte pubblica la propria bandiera, l`unico tra i partecipanti al vertice che manifesta aperto malumore è Franco De Angelis, capo del gruppo misto: “Croci oggi ha aperto il quaderno dei buoni propositi, ma non si è capito molto dell`attuazione del provvedimento“. Facile immaginare che la lettura dei quotidiani possa rendere la riunione di giunta chiamata a dar seguito al beneplacito di ieri un po` più di una mera formalità. L`assessore Tiziana Maiolo, senza arrivare a mettere in dubbio la scelta, ha già proposto dei distinguo e dei correttivi: “La sperimentazione del ticket d`ingresso che inizierà in autunno e che ci aiuterà a respirare meglio, non deve danneggiare né i cittadini né i lavoratori autonomi, gli artigiani e i commercianti che utilizzano abitualmente l`auto come strumento di lavoro. Sarà necessario inoltre istituire per tutti i cittadini, non solo per i residenti in centro, un abbonamento“ NEGOZIANTI PERPLESSI “Purtroppo le merci non si trasportano con la metropolitana“ aveva ammonito rivolgendosi direttamente al sindaco, poco prima del vertice in Comune, il presidente dei commercianti ambrosiani Carlo Sangalli. “Non basta l`introduzione di una tassa per limitare il traffico, bisogna fornire alternative reali. Siamo pronti a lavorare su proposte condivise di consegna delle merci, nell`ambito dei Bastioni, consegna che possa rappresentare un`alternativa all`unica modalità di trasporto oggi a disposizione“. Roberto Formigoni, poco distante, era su posizioni simili: “La giornata – ha detto il governatore regionale – è fatta di 24 ore: ci sono alcuni che possono viaggiare in alcune ore, chi si reca al lavoro o a scuola, e altri che possono viaggiare in ore diverse“. LE PROVINCE I numeri in Consiglio comunale dicono che la Giunta può anche non dar peso all`obiezione di Marilena Adamo a nome dell`opposizione: “Siamo allo stesso punto di una anno fa, con una sostanziale chiusura del centro storico di tognoliana memoria, solo con molte deroghe“. Lontano dalla Madonnina, la musica non cambia: “Sono contrario al ticket perché penalizza le fasce deboli. È una misura che fa tanto clamore ma non scioglierà il nodo dello smog“, commenta secco Leonardo Carioni (Lega), presidente della Provincia di Como, punto di partenza di uno dei più cospicui flussi di pendolari verso Milano. “Se facessimo tutti come la Moratti, con un balzello in ogni città questo paese finirebbe nel caos“, sbotta Valerio Bettoni (FI), presidente della Provincia di Bergamo, “il ticket è una scappatoia, non una soluzione politica“. In sintonia col provvedimento di donna Letizia, Giorgio Montingelli dell`Unione Commercianti: “Le cifre sono abbordabili. Una tassa, se in ballo c`è la salute dei milanesi, è la benvenuta“. Niente paura per gli affari? “Mi fido del sindaco Moratti“, dice Montingelli, “mi ha mostrato un confronto con Londra: nella città britannica la pollution charge non ha intaccato il commercio“. Claudia Buccellati, portavoce dei negozianti di via Montenapoleone, non si fida: “Non mi sembra che il paragone con Londra regga“, puntualizza. “Anche se non temiamo un calo degli affari – prosegue – sono perplessa riguardo l`effettiva efficacia del provvedimento“. Ha qualche riserva anche Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: “La nostra salute sarà meglio tutelata e il Comune incasserà denaro per potenziare i mezzi pubblici. Ma io faccio una domanda: invece di questi complicati e costosissimi punti d`accesso, non si faceva prima con una vetrofania come quella delle autostrade svizzere?“. Marco Donzelli, presidente del Codacons, ridimensiona le ambizioni di Palazzo Marino: “Premesso che qualunque misura di tutela ambientale, quindi anche il ticket, ci trova d`accordo, bisogna rendersi conto che la tassa equivale all`uno percento di tutto ciò che si potrebbe fare in tal senso“. Resta però che le scelte degli amministratori non piacciono agli amministrati. 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