Antincendio, l`86% degli alberghi a norma
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fonte:
- l`Adige
Il caso è stato sollevato dal comandante dei vigili del fuoco di Trento Silvio Zanetti: “Essendo l`Hotel Corona una struttura alberghiera che dichiara meno di 25 posti letto – ha affermato ieri – la legge nazionale prevede che le dotazioni antincendio previste dalla normativa debbano comunque essere predisposte, ma sotto la responsabilità del proprietario, mentre non è previsto il rilascio del certificato di prevenzione incendi dei vigili del fuoco. Le strutture alberghiere trentine di maggiori dimensioni – ha proseguito – sono obbligate a farsi rilasciare la certificazione e, sinora, non hanno mai dato luogo a incendi con danni alle persone. Un segno che la prevenzione paga in termini di sicurezza sociale“. Il Codacons, dal canto suo, ha chiesto indagini sui controlli effettuati dalla Provincia sulle strutture alberghiere e sull`utilizzo dei finanziamenti per incrementare la sicurezza. Gli alberghi trentini godono tuttora di un regime di proroga sull`adeguamento alla normativa antincendio. “Ma l`86% delle strutture sono state messe a norma“ sostiene il presidente dell` Associazione albergatori Natale Rigotti. “Nel resto d`Italia le percentuali sono molto inferiori, Federalberghi parla di un 35%“. Su 1.500 alberghi, sono poco più di 200 quelli che si devono regolarizzare e di essi 150 sono quelli con meno di 25 posti letto. Tutti però hanno il nulla osta provvisorio. “Lo diciamo sempre ai nostri: fate uno sforzo, anche se mancano i soldi ci sono le Casse rurali, mettetevi in regola“. Rigotti osserva: “In zone come Fiemme, Fassa o i laghi vedo che i piccoli alberghi sono stati i primi a essere messi a norma. Il titolare vuole dormire tranquillo“. Il costo dell`adeguamento, tra porte tagliafuoco, sistemi di sicurezza, cicalini e altro, si aggira sui 300-400 mila euro per alberghi con 40-50 posti letto. Gianni Bort, numero uno dell`Unione commercio e presidente dell`Unat, la categoria degli albergatori, ritiene che la situazione in Trentino rispetto all`antincendio sia “sostanzialmente ragionevole“. Nel caso delle nuove strutture, non c`è problema. La situazioni più difficili sono proprio quelle degli hotel ubicati nei centri storici come il Corona di Lavis. “Ci sono più difficoltà, ad esempio per le vie di fuga“. Le proroghe di questi anni evitano la chiusura delle aziende, ma “il livello di adeguamento è forte e costante“ anche perché è sempre più richiesto per l`ottenimento di concessioni e contributi. “Come privati stiamo facendo molto per la sicurezza, che è un valore assoluto. Nelle strutture pubbliche, invece, il livello di adeguamento è molto inferiore“.
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