6 Luglio 2007

Tenuti a rispondere al Fisco

La Federazione delle cooperative replica al Codacons “Tenuti a rispondere al Fisco“

ROVERETO. Le banche – le Casse Rurali almeno – si limitano a rispettare la normativa. Che piaccia o no ai clienti. Questa la risposta al Codacons della Federazione cooperative. La critica agli istituti di credito era arrivata da alcuni imprenditori – una dozzina – accortisi che i loro conti erano stati passati ai raggi X. Senza che le banche li tutelassero (questa la loro denuncia) dal punto di vista della riservatezza. Due gli appunti mossi dagli imprenditori, che si sono messi in contatto con il Codacons. Innanzi tutto lo zelo con il quale gli istituti di credito hanno risposto alle richieste dell`Ufficio entrate, dando in alcuni casi – questo il dubbio – anche informazioni non obbligatorie. E su questo la Federazione – alle cui indicazioni si attengono tutte le rurali lagarine – risponde in modo preciso: “Impossibile. Quando arrivano le richieste, che possono riguardare o un`indagine penale o un accertamento dell`Ufficio entrate, la banca ha semplicemente l`obbligo di rispondere. E lo fa, salvo poi avvisare il cliente, in caso di una semplice verifica fiscale. Se invece si tratta di un`inchiesta della magistratura, quasi sempre abbiamo l`obbligo di tenere all`oscuro il cliente. e a quel dovere ci atteniamo“. Una procedura confermata anche da una delle rurali lagarine: “Sia chiaro, ogni volta che riceviamo simili richieste, le valutiamo con attenzione – spiega il vicedirettore di un istituto lagarino – E quindi apriamo una fase istruttoria volta a verificare che l`ente o l`ufficio abbia il diritto di avere quelle informazioni. E in caso di qualsiasi dubbio non ci lasciamo andare a libere interpretazioni di una normativa spesso complicata, ma ci rivolgiamo alla Federazione. Quando siamo certi di poter dare le informazioni richieste, collaboriamo. Ma sia chiaro: nessun istituto di credito dà notizie che non è tenuto a fornire. In primo luogo per deontologia professionale. E poi come forma di autotutela: in caso di riservatezza violata irregolarmente saremmo passibili di una denuncia per danni“. Non sarebbe vero inoltre – contrariamente a quanto assicurano gli imprenditori che si sono rivolti al Codacons – che pagando una penale la banca si assicura il diritto di non collaborare con le autorità. “E` vero che c`è una multa in caso di mancata corrispondenza alle richieste – spiegano in Federazione – ma è appunto una multa: l`istituto di credito è obbligato a pagarla, ma questo non significa che poi ha il diritto di non collaborare. E` semplicemente una sanzione: dopo averla pagata, la banca deve comunque dare le informazioni richieste dall`Ufficio entrate“.

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