L`agriturismo è caro? Sì, per l`agenzia Il giudice di pace dà ragione a due bolognesi
-
fonte:
- Il Resto del Carlino
NEL RISTORANTE dell`agriturismo potrete assaporare i piatti tipici della tradizione locale dopo esservi rilassati ai bordi della piscina e aver usufruito del centro fitness della struttura, munito anche di idromassaggio“. Recitava più o meno così la presentazione della vacanza sul catalogo “Italia Golosa“ dal quale, ben cinque mesi prima della partenza, la coppia di bolognesi scelse la meta per le vacanze estive. Una struttura situata sulle colline di Ortona, in Abruzzo, a pochi chilometri dal mare. Ma quella meravigliosa vacanza fatta di relax e buon cibo svanì ad appena quattro giorni dalla partenza. Tutto era pronto per quella settimana da sogno che dal 14 al 21 agosto avrebbe dovuto regalare un po` di meritato riposo, dopo un anno di duro lavoro, alla coppia in questione. Ma solo il 4 agosto i due bolognesi, dopo aver progettato per ben cinque mesi quei sette giorni in mezzo alla natura, piombarono nell`incubo che nel gergo dei tour operator ha il nome di `overbooking`. Tradotto in italiano l`overbooking avviene quando il tour operator in questione, prenota più posti di quelli disponibili nella struttura proponendosi poi, ma attenzione, solo all`ultimo momento, di presentare un`alternativa valida a quella scelta dai suoi clienti. La proposta che venne fatta ai due turisti fu però in questo caso tutt`altro che adeguata a quella scelta con tanto anticipo tra le pagine di quel catalogo. L`albergo nel quale avrebbero dovuto soggiornare infatti non aveva né centro fitness, né piscina, né tantomeno idromassaggio. E DA ORTONA la coppia bolognese si sarebbe dovuta trasferire a L`Aquila, passando da pochi chiletri dal mare all`alta montagna e stravolgendo la finalità enogastronomica del viaggio. E` così, come ha spiegato in una nota l`associazione di consumatori Codacons alla quale i due bolognesi erano iscritti, “che, dopo il rifiuto della proposta sostitutiva e la conseguente impossibilità di trovare valide alternative in prossimità del 14 agosto e dopo mesi di infruttuose trattative la coppia di `sfortunati` turisti ha deciso attraverso i nostri legali di portare il tour operator in questione davanti al giudice di pace“. UN ITER non certo breve ma che qualche giorno fa ha dato i suoi frutti “visto che ? spiega ancora il vice presidente nazionale del Codacons, avvocato Bruno Barbieri ? è di fine maggio la sentenza del giudice Barbara Ballardini che ha condannato il tour operator in questione al pagamento di quattrocento euro per ognuno dei due turisti a titolo di risarcimento danni `da vacanza rovinata` oltre a 1.159 euro di spese legali per un totale di oltre 2.000 euro“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
