23 Giugno 2007

Il Codacons: “Fermate il kitesurf sull`Eridio, è troppo pericoloso“

Il Codacons: “Fermate il kitesurf sull`Eridio, è troppo pericoloso“
Appassionati di kitesurf in azione nelle acque del lago a Ponte Caffaro

BAGOLINO – No al kitesurf sul lago d`Idro. La richiesta, affidata ad un comunicato stampa, è del Codacons che, facendo seguito a quella che è ritenuta una “situazione pericolosa“ dall`associazione “Amici del lago d`Idro“, diffida i Comuni di Bagolino e la Provincia di Brescia, chiedendo di verificare “se la pratica del kitesurf sulle sponde e sulle acque del lago d`Idro risponde ai requisiti minimi di sicurezza“ e ipotizzando il divieto assoluto di questo tipo di sport estremo. “L`approvazione di un regolamento specifico da parte del Comune di Bagolino – aggiunge il Coordinamento di Associazioni per la tutela dell`Ambiente e dei diritti di utenti e consumatori – non ha migliorato tale situazione. Anzi, in alcuni casi c`è stato un peggioramento, come per la decisione di posizionare la zona uscita-rientro dei kitesurf addirittura controvento, costringendo i praticanti ad assurde e pericolose manovre pur di raggiungere il centro del lago“. Secondo il Codacons, la pratica di questo sport sarebbe incompatibile con la presenza di bagnanti e più in generale con quanti intendono usufruire della spiaggia. I kitesurf sono costituiti da un aquilone di circa 16 metri quadrati manovrato con cavi lunghi una trentina di metri, che quando sono in trazione si comportano come una lama, diventando pericolosi. “Una caratteristica – dichiara Enzo Melzani, vicesindaco bagosso con delega a tutte le questioni che riguardano Ponte Caffaro ed in particolare il lago d`Idro – che non abbiamo certo sottovalutato lo scorso anno, quando abbiamo deciso di definire un regolamento per la pratica di questo sport. Abbiamo già saputo di questo ingiustificato attacco da parte di Codacons ed abbiamo intenzione di rispondere a breve per le rime. “Se si tratta di discutere questioni tecniche che riguardano il regolamento – continua – siamo a completa disposizione, ricordando tuttavia che in nessun caso i bagnanti hanno la possibilità di entrare in contatto con chi pratica questo sport, e che il documento in questione è stato esaminato in collaborazione con i massimi esperti del settore proprio per evitare brutte sorprese al momento di metterlo in pratica. “Se l`intenzione di Codacons – aggiunge Melzani – è invece pregiudiziale ed è quella di proibire uno sport da alcuni indicato come pericoloso e basta, allora vanno proibiti anche parapendio, sci, ciclismo, arrampicata libera, windsurf e quant`altro. Qualcuno però dovrà poi spiegarci cosa ce ne facciamo del lago, delle piste da sci eccetera… soprattutto di tutte quelle parole buttate al vento sull`esigenza di favorire l`economia turistica in Valle Sabbia. Quello che serve è solo del buon senso da parte di tutti“.

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