SCUOLA/TENSIONI A ROMA, NIENTE MATURITA` PER 400 PRIVATISTI
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fonte:
- TM News
Roma, 20 giu. (Apcom) – Si sono vissuti momenti di tensione particolarmente alta oggi in diversi istituti paritari romani, dove gli esami di maturità per i privatisti sono stati sospesi a seguito dell`applicazione della sentenza della Corte costituzionale, la n. 220, resa pubblica ieri, secondo la quale le commissioni di soli candidati esterni possono essere costituite unicamente presso istituzioni scolastiche statali.
Il ministero della Pubblica Istruzione aveva in effetti invitato gli uffici scolastici regionali a sospendere la sentenza della Corte appellandosi alle sospensione, emesse dai Tar. Il problema è che la sentenza (quasi certamente come le altre di sospensiva) del Tribunale amministrativo regionale del Lazio arriverà solo stasera, ad esami iniziati.
I presidenti di commissione avrebbero potuto accettare la presenza dei privatisti, ma evidentemente non se la sono sentita, anche perché le indicazioni provenienti dallo stesso ministero della Pubblica Istruzione non erano del tutto chiare.
Il blocco degli esami ha provocato in alcuni istituti paritari, proteste vibranti da parte degli studenti e delle loro famiglie: in alcuni casi la contestazione ha obbligato commissari e responsabili delle scuole a chiamare le forze dell`ordine. Alla fine, nella capitale, a non svolgere la prova di italiano sono stati almeno 400 studenti privatisti.
Il Codacons ha fatto sapere che studenti e genitori hanno segnalato in particolare due situazioni di crisi, “riguardanti l`istituto Kennedy in Via del Corso e l`istituto Nobel di via Giuseppe Galati. Nei due istituti – secondo quanto riferisce l`associazione dei consumatori – i presidenti di Commissione avrebbero bloccato gli esami dei privatisti, tentando di trasferirli in altre scuole che a loro volta non avrebbero accettato i candidati, determinando un caos generale che ha portato gli stessistudenti a occupare le aule e a chiedere l`intervento delle forze dell`ordine“.
Al Kennedy la decisione di bloccare la maturità è stata presa anche con il supporto di un ispettore ministeriale, presente nell`istituto, il quale ha ribadito l`impossibilità a svolgere gli esami perché le classi erano composte solo esclusivamente da maturandi privatisti. Dopo i chiarimenti l`esame, seppure verso mezzogiorno, ha preso inizio, ma solo per le poche decine di iscritti che hanno frequentato l`istituto durante l`anno: niente da fare per gli oltre cento privatisti esterni.
Per loro però l`esame potrebbe non essere compromesso: la sentenza definitiva dei giudici potrebbe infatti reintegrarli e fargli sostenere il tema con qualche giorno o settimana di ritardo. I commissari e il rappresentante del ministero hanno spiegato che però al momento non vi era altra scelta che applicare la sentenza della Corte:vun testo che vuole, in maniera perentoria, porre un freno all`imperversare di studenti privatisti che abbandonano la scuola pubblica per riversarsi spesso nella `scorciatoia` della privata. Oppure di tornare nella statale nel ruolo di privatisti.
Anche su questa scelta la Corte ha voluto mettere dei paletti, introducendo per la prima volta il limite del 50% dei candidati esterni rispetti a quelli interni. A rigor di logica, quindi, se i privatisti fossero stati in qualche modo `indirizzati` avrebbero potuto dividersi tra i tanti istituti della capitale.
La sentenza, ammette la Corte costituzionale, nasce proprio per “evitare che le scuole paritarie diventino sede privilegiata di esami a scapito della serietà dell`esame di Stato, così prevenendo la loro trasformazione da luogo di insegnamento in sedi per esami di Stato“.
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