15 Giugno 2007

Un cellulare e via La giungla dei pony nell`era tecnologica

Schizzano in motorino nel traffico selvaggio di Milano, ma di selvaggio non c`è solo questo. Aprire un`agenzia di pony express oggi, a Milano e non solo, è, per chi questo mestiere lo fa da vent`anni, come viaggiare su un campo minato. Internet ha indebolito un mercato che fino a qualche anno fa andava alla grande. Lettere e documenti, ormai, non viaggiano più su due ruote, ma sul web. Le tariffe, a detta degli operatori, sono invariate da dieci anni: “Negli anni Ottanta e Novanta – lamentano i pionieri del mestiere – una corsa costava circa 8.500 – 9000 lire, oggi non si arriva neanche a quattro euro. Siamo l`unico settore commerciale in Italia che non ha tratto alcun beneficio dall`arrivo della moneta unica“.

CONCORRENZA SLEALE Nonostante ciò, le agenzie di pony nascono come funghi. A Milano, la Camera di Commercio ne conta circa 170. “In realtà – ci spiega il titolare di una storica impresa – le aziende serie sono molte meno, una settantina al massimo. Gli altri sono banditi che girano per la città. Gente che con un cellulare, due motorini e uno scantinato apre un`attività. Quando abbiamo iniziato, nei primi anni Ottanta – aggiunge – i requisiti per aprire erano diversi. Oltre a quella postale, era richiesta anche la licenza apparati del Ministero delle Telecomunicazioni per poter acquistare le frequenze e i ponti radio con cui trasmettere“. Oggi, nell`era dei cellulari, occorre solo la licenza postale individuale o l`autorizzazione generale dal Ministero, e una partita Iva per registrarsi alla Camera di Commercio. Ma, protestano i big del settore, non tutti sono in regola. I “furbetti del motorino“ hanno sempre pronto l`escamotage per decimare le spese. “C`è chi, spesso, non ha nemmeno la licenza, chi prende collaboratori in nero, la metà dei quali immigrati, e, spesso, chi usa mezzi di trasporto di proprietà dei dipendenti stessi“. Un`agenzia, aperta un paio di mesi fa, ha addirittura soltanto due pony.

LA GIUNGLA DEI PREZZI Questo, in sostanza, spiega la giungla dei prezzi. Iniziando dagli abbonamenti: da un minimo di 10 buoni fino a 1000. Più ne prendi, meno li paghi. Le differenze si vedono soprattutto nei carnet ridotti, acquistati da privati e piccole imprese. Tempo medio di consegna in città: 2 ore circa dalla chiamata a destinazione. Per le urgenze, le tariffe crescono in modo esponenziale: due volte tanto per la consegna in un`ora, tre per mezz`ora. soprattutto sulle corse singole, richieste per lo più da privati: 8 euro lo standard, ma si scende anche fino a 4. Per non parlare del giochino che fanno i pony con i privati: si fanno chiamare direttamente sul cellulare senza passare dall`agenzia e si fanno pagare la metà.

CHI GETTA LA SPUGNA Le aziende serie si lamentano, ma nessuno agisce. “Non possiamo farci niente. Anche se conoscessimo gli irregolari, non sarebbe facile segnalarli alla polizia postale. Bisognerebbe fare ricerche approfondite e nessuno di noi ha il tempo“. “Noi solitamente eseguiamo controlli in base a segnalazioni del Ministero. Da parte di privati o aziende, che io sappia, non ne abbiamo mai ricevute – dice Domenico Spoto, direttore dell`Ispettorato delle Comunicazioni“. “Lavoriamo dodici ore al giorno. Non possiamo metterci di rincorrere la burocrazia – rispondono gli operatori del settore – . In più, nessuno vuole avere grane. Chiudiamo gli occhi e amen. In più – aggiungono – chi chiude in seguito ai controlli degli ispettori, riapre subito dopo con una società diversa“. “E` probabile che ciò avvenga – conferma Spoto -. Il codice postale prevede soltanto sanzioni amministrative e non penali“. In parole povere, chi sgarra si becca una multa o, al massimo, chiude i battenti. Per riaprirli poco tempo dopo sotto un`altra società.

LA LOBBY MANCATA I pony express non hanno nemmeno la loro “lobby“ che ne tuteli gli interessi. La FEDIT (Federazione Italiana Trasportatori che prima si chiamava Federcorrieri) ha tra gli associati solo gli spedizionieri, non i pony. “Abbiamo provato a combattere il fenomeno della concorrenza sleale già dieci anni fa – dice Danilo Castiglioni, titolare di Motocity – Avevamo fondato una specie di “Assorecapiti“ che tutelasse gli interessi di tutti, che stabilisse alcune regole. Avevamo concordato un cartello di prezzi stabilendo una soglia minima di 7000 lire. Poi, però, è andato tutto in fumo. Gli interessi di ciascuno hanno prevalso su quelli di categoria e ognuno ha fatto i propri comodi. Quindi abbiamo chiuso“. I clienti dei pony, invece, un`associazione a cui rivolgersi ce l`hanno. Al Codacons arrivano continue segnalazioni dei consumatori. “Spesso ai clienti vengono recapitati pacchi vuoti. Accade soprattutto a chi acquista tecnologie on line, fotocamere digitali in particolare“. Si riceve il pacco, si firma la ricevuta, si apre e…vuoto. O danneggiato. “Le aziende e i pony si passano la patata bollente dice il Codacons – e risalire ai responsabili è come addentrarsi nella giungla“.

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