Des Bains, capanne assediate
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fonte:
- La Nuova Venezia
Invasione di zaini e asciugamani nella spiaggia della Ciga
Rivolta delle famiglie “Così vogliono rilanciare l`isola distruggendo i servizi? Vogliamo garanzie o non paghiamo“
Zaini, scarpe, sacchi a pelo. Perfino una valigia Samsonite in mezzo agli asciugamani, tra la riva e le capanne. Una delle spiagge più eleganti del Lido si è trasformata domenica in un carnaio. Centinaia di pendolari accampati a pochi metri dai tukul della prima fila del Des Bains. Tra gli utenti della spiaggia, dove una capanna in prima fila costa anche 8500 euro a stagione, è scoppiata la rivolta. Un gruppo di utenti, tra cui alcuni avvocati e commercialisti, insieme alle mamme più vicine alla zona “occupata“ dai turisti mordi e fuggi, hanno avviato una raccolta di firme contro la Ciga, la Compagnia dei grandi alberghi che gestisce la spiaggia. “Non ci hanno nemmeno avvisato, nonostante l`aumento del canone“, tuona un noto professionista veneziano, “potremmo anche far causa per danni. Ci hanno detto che quelli della spiaggia libera possono stare fino a cinque metri dalle capanne. Così tutti utilizzano i servizi e aumentano i rischi di furti. Hanno rovinato la spiaggia, e allora perché noi dovremmo pagare la capanna?“. Proteste a raffica, ma gli ispettori rispondevano allargando le braccia: “E` la legge, possono farlo“. In realtà l`ultima Finanziaria ha ribadito il fatto che le spiagge sono “pubbliche“. Che l`accesso al mare insomma deve essere garantito a tutti. Niente di nuovo, perché la legge sancisce da sempre che la battigia, fino a cinque metri dal mare, deve essere lasciata libera alla circolazione delle persone. C`è anche un`ordinanza comunale, la 193 del luglio 2002 firmata dall`ex sindaco Paolo Costa, che disciplina le attività che si svolgono sulle spiagge marittime. E` previsto tra l`altro che il concessionario mantenga pulita la spiaggia fino alla battigia, compreso il tratto di mare antistante lo stabilimento balneare. Dunque, dove stanno le nuove norme che hanno conmsentito l`invasione? “Ci hanno segnalato una situazione critica, ma riteniamo che sia dovuta alla giornata eccezionale della Mostra del Cinema“, spiegano alla Ciga, “sabato notte gli alberghi erano tutti esauriti, e molti hanno dormito in spiaggia“. Salvo fermarsi sull`arenile anche domenica, occupando le spiagge vicine agli accessi del Blue Moon. “In ogni caso“, assicurano all`Ufficio stampa Ciga, “la concessione non ha subito modifiche rispetto agli anni precedenti, e agli ispettori è stato dato mandato di controllare gli accessi ai servizi e alle docce, che restano riservate ai titolari di abbonamento“. Anche dall`altra parte del Blue Moon, nella spiaggia comunale “Zona A“, è stata una domenica di passione. Lì la direzione ha provveduto a recintare la zona in concessione per separarla, anche visivamente, dalla spiaggia libera. “Ma dobbiamo garantire l`accesso a tutti“, spiegano alla Venezia spiagge spa, sono venuti anche quelli del Codacons a controllare“. Insomma, a tutti deve essere consentito il “passaggio“ attraverso l`ingresso degli stabilimenti balneari, per raggiungere il mare. Un`esigenza molto sentita al sud, dove ville e recinzioni impediscono per chilometri di raggiungere il mare. Non è il caso del Lido, dove le spiagge libere sono numerose, anche se poco segnalate. Ma non è consentita, nemmeno dalla nuova Finanziaria, l`occupazione della spiaggia antistante le capanne in concessione. Intanto la rivolta cova. “Siamo pronti alla battaglia“, dicono i firmatari dell`esposto alla direzione Ciga, “è inutile parlare di rilancio del Lido e di turismo di qualità se si distrugge quel che di buono c`è già. A cominciare dalle spiagge frequentate dai veneziani“.
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